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Turismo, Conte annuncia: taglio dell’Imu per alberghi e spiagge

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Nel suo discorso alla Camera il premier invita le banche a fare di più

C’è anche il taglio della prima rata dell’Imu per gli alberghi e per gli stabilimenti balneari nel decreto Rilancio varato dal Governo. Lo ha annunciato poco fa il premier Giuseppe Conte durante l’informativa sull’emergenza Covid-19 e sulla Fase 2 in vigore dallo scorso 18 maggio (leggi qui per approfondire). Il presidente del Consiglio ha elencato una serie di provvedimenti per rilanciare il turismo, uno dei più colpiti dall’emergenza Coronavirus. Ha ribadito il bonus vacanze (vedi qui) ed ha introdotto questo importante aiuto fiscale per le strutture ricettive che devono ripartire, soprattutto grazie agli stessi italiani. “Quest’anno fate le vacanze in Italia, scoprite tante bellezze sconosciute“, ha invitato Conte. Un appello quanto mai calzante dato che il turismo, secondo l’analisi della Coldiretti, perde 20 miliardi di euro (approfondisci).

Ripartenza vuol dire soprattutto il rilancio dell’economia. “Siamo consapevoli che la riapertura non è sufficiente a riattivare il motore dell’economia e davanti allo choc serve un’azione costante, efficace dello Stato – ha detto il presidente del Consiglio. – Con il dl Rilancio abbiamo messo le basi per la ripartenza“. Le basi appunto, perché le cose da fare sono ancora tantissime per un Paese che a conti fatti è in ginocchio. “Non mi sfugge la gravità di questa crisi, testimoniata anche da gesti forti come la consegna delle chiavi da parte dei piccoli imprenditori – ha ricordato. – E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ognuno farà la propria parte“. Serve quindi a detta del numero uno dell’Esecutivo la collaborazione di tutti e le banche possono fare molto per aiutare famiglie ed imprese. “Il sistema bancario può e deve fare di più per erogare i prestiti – ha detto ancora  il premier sostenendo, tra i brusii dai banchi dell’opposizione. – Si possono erogare prestiti nel giro di 24 ore“.

Adesso gli sforzi del Consiglio dei ministri sono tutti rivolti al decreto sulle semplificazioni, “la madre di tutte le riforme“. “Se non riusciremo nemmeno ora nella semplificazione dubito che sarà possibile farlo in futuro, questa è l’unica riforma in grado di rilanciare la competitività – ha spiegato Conte. – Attivare il motore delle opere pubbliche è una priorità per tutte le forze di maggioranza che sostengono questo Esecutivo e alcune di esse hanno già elaborato proposte, che troveranno senz’altro ampio spazio nel decreto-legge, al cui interno una sezione specifica sarà dedicata al rafforzamento della capacità di spesa e all’accelerazione dei cantieri“.

Infine la scuola. Il premier ha ricordato che il rientro a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione. “Le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola“, ha concluso.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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