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Autostrade, il Governo lancia un ultimatum: “Fate una proposta entro il fine settimana o revochiamo la concessione”

Si alleggerisce intanto la posizione dell’ad di Aspi Tomasi per attentato alla sicurezza e frode nelle forniture nell’inchiesta sulle barriere antirumore. “Non erano di sua competenza”

Non è un buon momento per Autostrade. I progetti presentati ieri da Atlantia e Aspi sono stati respinti in un vertice con i capi di gabinetto di Mef e Mit. L’incontro al ministero dei Trasporti era stato formalmente convocato per ribadire che le proposte fin ora pervenute sono state ritenute dal Governo non soddisfacenti per l`interesse pubblico e non possono in alcun modo interrompere la procedura di risoluzione della concessione ad Autostrade per l’Italia. Posizione già espressa dallo stesso premier Giuseppe Conte (leggi qui).

Ora l’Esecutivo mette alle strette Autostrade per l’Italia che ha poco margine di manovra: o nel week end arriverà una nuovo proposta che tuteli l’interesse pubblico e che comprenda la revisione delle tariffe, risorse compensative ed un cambio di passo su manutenzione e controlli, oppure la revoca delle concessioni sarà inevitabile.

Alessandro Di Battista su Facebook in un post dal titolo Conta solo la revoca ha affermato: «Revocare la concessione a chi per incuria, omesso controllo, consapevole superficialità, brama di profitto è responsabile di quei 43 morti è un dovere di uno Stato che ha come obiettivo la costruzione di un’identità nazionale. Ed è un dovere che lo Stato ha non solo nei confronti dei familiari dei morti della Strage di Genova ma anche nei confronti degli italiani che verranno».

Dello stesso avviso anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: «Non dobbiamo aver paura di prendere decisioni nette come quella su Autostrade. E’ un atto di giustizia». 

Insomma Aspi si deve dare da fare per convincere il Governo a mantenere la concessione, altrimenti sarà fuori dai giochi. Ha pochissimo tempo per presentare una nuova proposta di revisione degli accordi che sia soddisfacente, che tenga conto di tutti gli elementi forniti dalla parte pubblica del tavolo, per tutelare sempre e soltanto l’interesse pubblico.

Un’altra spada di Damocle trafigge Autostrade. L’amministratore delegato di Aspi, Roberto Tomasi è indagato per attentato alla sicurezza e frode nelle forniture nella cosiddetta inchiesta sulle barriere antirumore, in merito a quando era nel Comitato Nuove Opere. È stato interrogato come persona informata dei fatti a gennaio per l’acquisto di 30 milioni di pannelli fotovoltaici rivelatisi poi pericolosi. Alla fine del 2019 il sostituto procuratore Walter Cotugno gli aveva notificato un avviso di garanzia proprio per l’acquisto di questa maxipartita di pannelli fonoassorbenti su tutta la rete autostradale italiana. Il manager, che nel frattempo è diventato amministratore delegato di Autostrade ereditando il ruolo di Giovanni Castellucci dimissionato dalla famiglia Benetton perché ormai privo del necessario rapporto fiduciario, è stato iscritto nel registro degli indagati per la sua presenza nell’organo tecnico che valutava gli investimenti di una certa rilevanza prima che fossero sottoposti al vaglio del consiglio di amministrazione. Il fascicolo è stato aperto con le ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Tomasi però è già stato sentito e pare che la sua posizione verrà archiviata perché avrebbe fornito spiegazioni esaustive in merito e la stessa Autostrade per l’Italia ha chiarito che lui “non aveva competenza sulle barriere fono-assorbenti. Prendeva parte al Comitato grandi opere per presentare altri progetti“.

Intanto la Procura di Genova ha aperto un fascicolo dopo una serie di esposti, in primis quello del presidente della Regione Giovanni Toti, per i disagi nel nodo autostradale ligure dovuti alle ispezioni nei tunnel e i cantieri con gli scambi di carreggiata. I magistrati hanno chiesto chiarimenti al ministero dei Trasporti e ad Aspi sulle tempistiche degli accertamenti e le modalità e sulla anticipazione della fine delle ispezioni e il differimento degli interventi meno urgenti.

Toti dal canto suo ha annunciato di essere pronto a chiedere i danni. «Presenteremo al tribunale civile di Genova una richiesta formale di risarcimento che cercheremo di quantificare attraverso adeguate perizie», ha detto.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AGI

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