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Confindustria, Bonomi torna all’attacco: “Il Governo è troppo attendista. Subito una riforma del lavoro”

Fisco e burocrazia le altre due riforme da adottare subito

«Si fa un gran parlare di come utilizzare i 209 miliardi che arriveranno dall’Europa. Ma le riforme necessarie per riuscire a spendere in modo efficace queste risorse, a oggi, non sono state nemmeno impostate. A partire da quella del lavoro, la più urgente. E poi fisco e burocrazia. La verità è che per il governo la fase 2 non è ancora iniziata». E’ durata poco la tregua tra Conte e Bonomi. Il presidente di Confindustria riconosce i risultati positivi raggiunti a Bruxelles ma attacca il Governo di essere troppo attendista. «Per una serie di interessi tutti hanno contribuito a un equilibrio positivo. Adesso però non abbiamo scuse, tocca a noi fare i compiti in casa – ha spiegato. – Mi sarei aspettato di vedere già scritto il Piano nazionale delle riforme mentre il comitato interministeriale per gli affari europei, che dovrebbe redigerlo, comincia solo oggi a lavorare. Si continua a parlare dei fondi che arriveranno dall’Europa pensando che risolveranno tutti i nostri problemi».

Per Bonomi sono tre le riforme da adottare subito: lavoro, fisco e burocrazia. «Sul lavoro – ha sottolineato Bonomi – non è il momento dello studio ma delle decisioni. Anche nel merito poi si sta andando nella direzione sbagliata. Su 100 euro spesi per il lavoro l’Italia ne mette 98 per le politiche passive e 2 per quelle attive. Ma non c’è alcuna intenzione di mettere mano a questa situazione. Anzi: si vara uno scostamento di bilancio da 25 miliardi per distribuire altre risorse a pioggia».

Il presidente preme per una riforma delle politiche attive che offra a tutti i disoccupati l’assegno di ricollocazione e non solo a chi ha il reddito di cittadinanza. «Abbiamo proposto di mettere in campo in questa direzione i fondi interprofessionali – ha aggiunto. – E poi l’Anpal pubblica deve collaborare con le agenzie del lavoro private». Sul prolungamento del blocco dei licenziamenti, il leader degli industriali osserva: «Più tardi verrà eliminato e peggiore sarà l’impatto». E sulla decontribuzione per chi assume dice: «Al danno dell’impianto attuale degli ammortizzatori si aggiunge la beffa».

di: Maria Lucia PANUCCI

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