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Mps, Profumo rimane ad di Leonardo

Il gruppo: “Non sussistono cause di decadenza”. I legali: “Per la condanna ricorreremo in appello”

Alessandro Profumo non deve lasciare Leonardo. L’amministratore delegato non deve dimettersi dalla carica a seguito della condanna a 6 anni inflittagli insieme all’ex ad di MPS, Fabrizio Viola, per aggiotaggio e false comunicazioni sociali relativamente al primo semestre 2015 (leggi qui). Lo afferma il gruppo di piazza Monte Grappa. «Non sussistono cause di decadenza dalla carica di ad di Leonardo», si legge nella nota ufficiale del gruppo che esprime anche “piena fiducia nella sua azione, auspicando un percorso di continuità”.

Profumo è al suo secondo mandato al vertice dell’ex Finmeccanica. La condanna, che non è definitiva, riguarda invece la sua presidenza del Monte dei Paschi. La difesa del banchiere e top manager ha già annunciato che presenterà comunque ricorso. «Leggeremo le motivazioni con attenzione e impugneremo la sentenza, che riteniamo sbagliata», hanno affermato i legali Adriano Raffaelli e Francesco Mucciarelli. 

Si professa innocente Profumo. «Credo di aver sempre operato per il bene delle aziende per cui ho lavorato – ha detto. – Pertanto, sono davvero sorpreso dalla sentenza del Tribunale di Milano. sorpreso ed amareggiato. Con questa serena convinzione e nella più totale fiducia nell’operato della magistratura ricorrerò in appello per vedere riconosciuti gli sforzi profusi durante il mio impegno in Mps».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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