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Pa, smart working al 50%. La ministra Dadone firma il decreto

Turni e alternanza in presenza e da remoto con priorità a condizioni di salute e a figli minori

I dipendi pubblici devono lavorare al 50% da casa. La ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha firmato il decreto sullo smart working dopo la stretta anti-Covid introdotta dal governo con il nuovo Dpcm (leggi qui). Il provvedimento stabilisce che il lavoro agile debba essere attuato da almeno la metà del personale impegnato in quelle attività che si possono svolgere anche a distanza. Per le amministrazioni dotate di adeguata capacità organizzativa e digitale l’invito è a raggiungere percentuali più elevate. «Dobbiamo evitare un nuovo lockdown generalizzato – ha scritto la ministra su Facebook. – I cittadini e le imprese non possono scegliere se rivolgersi o meno alle Pa e per questo è importante coniugare le esigenze di salute e sicurezza di tutta la nostra comunità con la necessità di garantire servizi sempre accessibili e di qualità. Questo deve essere chiaro: è la sfida che attende ogni amministrazione e ogni singolo dipendente pubblico del Paese»

Per la turnazione e l’alternanza in presenza e da remoto il decreto spiega che gli enti dovranno fare riferimento a criteri di priorità: condizioni di salute dei componenti del nucleo familiare dei dipendenti, presenza di figli minori di 14 anni, distanza tra la zona di residenza/domicilio e la sede di lavoro, numero e tipologia dei mezzi di trasporto utilizzati e relativi tempi di percorrenza. «Il lavoro agile sarà organizzato senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contattabilità senza maggiori carichi di lavoro – si legge nel testo. – Ai lavoratori sono garantiti tempi di riposo e diritto alla disconnessione. Chi è in quarantena o fragile può comunque svolgere il lavoro agile. Le amministrazioni si adoperano per mettere a disposizione i dispositivi informatici e digitali ritenuti necessari, ma comunque rimane consentito l’utilizzo di strumentazione di proprietà del dipendente».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: EPA

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