
Convocata d’urgenza una riunione con il Cts, Conte assicura: “stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora”
E’ in corso a Palazzo Chigi la riunione tra il premier Giuseppe Conte, Riccardo Fraccaro e Francesco Boccia con i componenti del Cts e i capi-delegazione delle forze di maggioranza.
«Rispetto a questa curva di contagi europea, l’Italia non è nella parte alta – ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio – tuttavia non dobbiamo stare tranquilli ma capire se anticipare delle mosse, perché anticipandole noi possiamo evitare che la curva peggiori. Sono in corso riunioni incessanti per il prossimo dpcm che sarà sicuramente più restrittivo» (leggi qui).
Secondo il bollettino del ministero della Salute la situazione si sta aggravando: i contagi sono 31.758, e l’incremento delle vittime è di 297 in 24 ore, il massimo della seconda ondata finora. In testa alle regioni con il più alto numero di nuovi positivi trovati nelle ultime 24 ore sempre di gran lunga la Lombardia, che sfiora di nuovo i 9 mila infetti. Segue la Campania con 3.669, poi Piemonte 2.887, Veneto 2.697, Toscana 2.540, Lazio 2.289.
«La curva sta subendo una impennata così rapida che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza – ha spiegato Conte – alcuni presidenti di regione lo hanno fatto, non è il nostro obiettivo, noi continuiamo a difendere fino alla fine la didattica in presenza. Ma dobbiamo mantenerci vigili per seguire e assicurare la tutela della salute de tessuto economico».
Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha scelto i social per dire la sua: «in mezzo a tante incognite, una certezza c’è – ha scritto – la chiusura delle scuole non produce gli stessi effetti per tutti. La forbice sociale si allarga, il conto lo pagano i più deboli. Ci sono territori in cui la chiusura delle scuole è sinonimo di dispersione scolastica. E la dispersione scolastica – chiamiamo le cose con il loro nome – equivale all’abbandono dei ragazzi».
Sul fronte vaccino, Conte spiega: «confidiamo di averlo a dicembre, l’Ema ha iniziato il rolling review. Arriverà qualche milione di dosi per Paese, dovremo fare un piano all’interno per intervenire subito sulle fasce più vulnerabili della popolazione, gli operatori sanitari prima di tutti. Per raggiungere centinaia di migliaia di dosi dovremo aspettare la primavera.»
Parlando del confronto con le opposizioni, il premier ha affermato di aver chiamato i presidenti di Camera e Senato: «ho chiesto loro se c’è la possibilità di trovare uno strumento o un luogo dove confrontarsi in tempi rapidi con il Parlamento – ha spiegato – è una esigenza, quando ci sono da prendere misure in tempi rapidi, che ci sia un luogo di confronto».
«La situazione non è fuori controllo in nessun Paese europeo, incluso il Belgio e tuttavia diversi Paesi a cominciare da Francia, Belgio, Inghilterra, Germania ed altri che sono meno sotto i riflettori, hanno preso decisioni drastiche – ha detto il commissario Ue, Paolo Gentiloni – credo sia abbastanza inevitabile arrivare a decisioni drastiche, con lo sforzo di salvaguardare alcuni aspetti della nostra vita, del lavoro e del sistema di istruzione soprattutto per i più giovani».
Si ipotizzano chiusure mirate già a partire dal due di novembre, con lockdown regionali dove l’indice Rt è più alto. Il premier avrebbe anticipato a lunedì l’intervento in Parlamento sulle nuove misure, per definire poi un nuovo Dpcm.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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