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Verso il dpcm, Conte alla Camera: “Ci saranno tre fasce di rischio per le Regioni”

Confermata a livello nazionale la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali, la chiusura dei musei, la stop dei centri commerciali nei weekend e un coprifuoco serale. Scuole di secondo grado in Dad

«Le Regioni saranno inserite in tre aree che corrisponderanno ad altrettanti scenari di rischio: l’inserimento di una Regione all’interno di una delle tre aree avverrà con ordinanze del ministro della salute e dipenderà dal coefficiente di rischio raggiunto dalla Regione» Ad annunciarlo alla Camera è stato il premier Conte in vista del nuovo dpcm che conterrà altre misure restrittive per contenere la seconda ondata del Coronavirus.

Il Governo prevede a livello nazionale la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali, la chiusura dei musei, dei corner adibiti ad attività di scommesse ovunque siano ubicati. Per quanto riguarda il coprifuoco, il premier ha parlato di “limiti alla circolazione delle persone in tarda sera“, senza specificare l’orario. 

Tra le misure annunciate dal presidente del Consiglio c’è il limite agli spostamenti da e verso le Regioni con elevati coefficienti di rischio, salvo che per esigenze di lavoro, studio e salute e la possibilità che le scuole secondarie possano passare integralmente alla didattica a distanza.

«Il quadro epidemiologico Nazionale ed Europeo appare particolarmente critico – ha proseguito Conte – la pandemia corre inesorabilmente in tutto il Continente. Registriamo un crescente preoccupante affollamento negli ospedali con i ricoveri in area non intensiva, alla luce dell’ultimo report e della situazione da esso certificata che risulta grave e critica in alcune regioni siamo costretti ad intervenire in ottica di prudenza e precauzione. Questa strategia va modulata in base ai territori, riteniamo necessario assumere una decisione orientata ai principi di proporzionalità ed adeguatezza differenziati sulla base del rischio concretamente rilevato nei territori sulla base di criteri scientifici e oggettivi».

Conte ha fatto sapere di aver proposto alle opposizioni un tavolo di confronto ma che questo è stato rifiutato. «Se ci sono ripensamenti posso confermare che la proposta è immutata e non sottende confusione di ruoli», ha concluso.

di: Maria Lucia PANUCCI

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