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Legge fallimentare: ora le imprese a rischio possono evitare il fallimento

Tra le novità un accesso semplificato al concordato preventivo e alla ristrutturazione del debito

Il decreto varato durante la fase due per gestire l’emergenza coronavirus ha apportato diverse modifiche alla legge fallimentare, che ora sono in fase di definitiva conversione in legge alla camera.

Gli effetti dell’emendamento sono vari e interessano molte imprese, intervenendo sull’impianto normativo che disciplina attualmente le crisi d’impresa e le insolvenze. Grazie alla semplificazione introdotta dal decreto le imprese potrebbero ottenere un accesso più facile al concordato preventivo e alla ristrutturazione del debito, ed evitare il fallimento.

Tra le novità introdotte, c’è la possibilità di ottenere lo stralcio dei debiti previdenziali, contributivi ed erariali, dimostrando che tramite la liquidazione del patrimonio in caso di fallimento non sarebbero in grado di pagare integralmente i creditori. Con lo stralcio, ai creditori pubblici viene riconosciuta la sola percentuale pagata agli altri creditori di pari rango.

Lo stralcio era già permesso, ma la decisione era sottomessa al voto dell’Agenzia delle entrate, dell’Inps e degli altri enti titolari dei crediti. Adesso invece il voto sarà ad unica valutazione del Tribunale.

Un’altra novità riguarda i debiti erariali-previdenziali. Le imprese potranno ottenere che questi debiti vengano cancellati dimostrando ai creditori che un piano di concordato preventivo o un accordo di ristrutturazione è per loro più conveniente rispetto alla liquidazione fallimentare. Per dimostrare la convenienza è necessario accompagnare i prospetti dello scenario fallimentare con una relazione di attestazione di un professionista nominato dal debitore, che deve essere indipendente, non interessato al risanamento e privo di conflitti. Il professionista deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di concordato. Questi giudizi vanno affiancati alla convenienza della proposta per il fisco e gli enti di assistenza e previdenza sociale.

Infine, l’emendamento prevede che lo stralcio dei debiti possa avvenire anche in seguito alla degradazione per incapienza.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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