
Avverte comunque che chiederebbe all’Ue un risarcimento dell’80% dei mancati guadagni
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte sta facendo pressing sull’Ue per garantire una chiusura concordata di tutti gli impianti sciistici nel periodo natalizio ed evitare così fughe di turisti e speculazioni. Lo testimonia una telefonata avvenuta poco con la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen.
Ma l’Austria si oppone a questa richiesta e comincia a fare muro. «Non otterremo nulla dalla richiesta avanzata dall’Italia di tenere chiusi i nostri impianti di risalita – ha detto la ministra austriaca del Turismo, Elisabeth Koestinger. – Le vacanze invernali in Austria saranno sicure, le nostre aziende dispongono già di concetti di sicurezza completi per le vacanze sugli sci».
E il ministro delle finanze austriaco, Gernot Bluemel, da parte sua ha messo l’accento sull’aspetto economico della questione, chiedendo nell’eventualità risarcimenti. «Se l’Unione Europea vuole veramente pesare alle restrizioni per la stagione sciistica, dovrà assicurare l’80% dei proventi, in linea con quanto prevede lo Stato austriaco in termini di risarcimenti agli esercizi commerciali chiusi», ha avvertito.
Ma con l’Italia si è schierata la Baviera, anche lei favorevole alla chiusura degli impianti sci in tutta l’Europa. «Se vogliamo tenere aperte le frontiere, abbiamo anche bisogno di un accordo chiaro per quello che riguarda le attività sciistiche – ha detto il governatore bavarese, Markus Soeder, a margine di una seduta del Parlamento regionale a Monaco. – Se qualcuno va a sciare nelle zone a rischio, deve sottoporsi ad una quarantena di 10 giorni. Io però preferirei una intesa condivisa a livello europeo».
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: AGI
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