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Covid, l’Italia torna a dividersi in fasce di colore il 7 gennaio

Rischiano le misure più severe Liguria, Veneto e Calabria. Nel resto del mondo si blindano Tokyo e Corea del Sud. Chiuse le scuole in GB

Dopo l’Epifania l’Italia torna a dividersi in zone di colore, e diverse Regioni potrebbero veder stringersi le maglie con l’attribuzione arancione o rossa, a causa dell’Rt troppo alto. Sono a rischio soprattutto Liguria, Veneto e Calabria, perché secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore della Sanità hanno superato il valore uno considerato la soglia di stabilità. Molto vicine anche Puglia, Basilicata e Lombardia.

La prossima settimana si terrà un vertice del Governo per stabilire l’attribuzione delle restrizioni, visto che attualmente si prevede un ritorno alla fascia di colore pre-natalizia al termine del decreto. Potrebbero essere messi in discussione anche i parametri di valutazione usati fino a questo momento per stabilire le zone di destinazione delle Regioni: in particolare potrebbero essere rivalutate le definizioni dei casi e le strategie di esecuzione dei test.

Per quanto riguarda le riaperture, gli impianti sciistici potrebbero dare il via alla stagione nella seconda metà di gennaio, bar e ristoranti ripartiranno con il limite massimo delle 18 come ora di servizio ai tavoli, e potrebbero ripartire mostre e musei con entrate contingentate. Rimangono chiusi gli stadi, le palestre, le piscine, i cinema e i teatri. E circa il nodo scuola, si dovrebbe tornare in classe con il 50% di presenze massime consentite (leggi qui).

Nel frattempo nel resto del mondo la situazione si aggrava. Il Governo metropolitano di Tokyo e le tre prefetture adiacenti, secondo quanto anticipato dai media locali, solleciteranno nelle prossime ore l’introduzione dello stato di emergenza per contenere la diffusione del covid nella Regione, visto che negli scorsi giorni sono stati superati i mille contagi giornalieri, un record da inizio pandemia. Negli Stati Uniti si è toccato il tetto dei 160 mila casi il primo di gennaio, con più di duemila morti. E la Corea del Sud ha esteso le misure restrittive a livello nazionale: gli assembramenti pubblici sono ridotti a un massimo di cinque persone, misura che già interessava la capitale, Seul.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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