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I furbetti del cashback, servono regole a tutela dei commercianti

Fioccano le sfide per cercare di rientrare nei primi 100 mila che riceveranno il bonus da 1.500 euro

Quando è entrato in vigore il bonus Cashback il primo gennaio scorso, la misura che prevede il rimborso del 10% delle spese effettuate nei negozi tramite pagamento elettronico, hanno iniziato a manifestarsi in tutta Italia i cosiddetti furbetti del cashback.

Tra coloro che hanno trovato il modo di aggirare le regole ci sono i consumatori che hanno preso di mira i benzinai, facendo decine di transazioni sullo stesso pos con un’unica carta, emblematico il caso della persona che ha fatto 148 transazioni per 50 euro di spesa (leggi qui).

Chi ci rimette per la mancanza di controlli e norme sono gli esercenti, in primis proprio i benzinai. Ma anche le casse automatiche ai supermercati, con chi fa la spesa che paga un articolo alla volta per ottenere ogni volta uno scontrino. E i commercianti pagano una provvigione per transazione.

Un altro modo per far fruttare il doppio il cashback è utilizzare la carta per comprare una carta prepagata: in questo modo il 10% di rimborso viene calcolato sia sulla prepagata in sé, sia sull’acquisto che in seguito si farà utilizzandola (ne abbiamo parlato qui).

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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