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Draghi verso il Governo. Meloni dice no, Berlusconi e Salvini confermano il sì. M5s attende Rousseau

Dopo il sì di LeU e Italia Viva, Fratelli d’Italia ribadisce la sfiducia. Confermato invece il sì da parte del Pd, di Forza Italia e della Lega. Il M5s attende il voto su Rousseau. Da domani Draghi incontra le parti sociali

Il premier incaricato Mario Draghi ha iniziato oggi la seconda giornata del secondo turno di consultazioni a Montecitorio per creare una squadra di Governo con una maggioranza solida (ne abbiamo parlato qui).

Dopo il sì convinto ribadito da Liberi e Uguali e Italia Viva, che hanno chiesto rispettivamente la proroga del blocco dei licenziamenti a fine marzo e grande attenzione al piano vaccinale e al mondo della scuola, Draghi ha ricevuto Fratelli d’Italia. La leader Meloni ha confermato che il suo partito non voterà la fiducia, ma ha dichiarato anche che c’è stato un incontro sui contenuti: «È stato un incontro basato sui contenuti, ci limitiamo a un confronto franco su questo. Non mi aspettavo che Draghi potesse leggere le nostre proposte ieri notte, ma la nostra posizione è immutata – questo il discorso della Meloni – non voteremo la fiducia ma faremo opposizione responsabile e patriottica». FdI ha presentato le cinque linee di intervento principali per il partito, che sono natalità, sicurezza, infrastrutture specie portuali e con il recupero gap tra Nord e Sud, ricostruzione post sisma e la riconversione delle produzioni industriali. Ha chiesto anche uno stop all’uso eccessivo dei Dpcm e l’abolizione del cashback e della lotteria degli scontrini: «potremmo liberare cinque miliardi di euro». Tornano costanti i temi della scuola e della riforma del fisco, oltre alla ripartenza del settore turistico: «Draghi ci ha parlato della sua riforma del fisco, immagina che le tasse non aumenteranno e immagina un sistema progressivo e esclude la flat tax». «Fratelli d’Italia ha un atteggiamento pragmatico, ci sono alcune cose che non condividiamo», prosegue Meloni, parlando della svolta ambientalista che Draghi vorrebbe seguire. «Draghi ci ha detto che ha un’idea di Governo europeista, atlantista e ambientalista. Sul primo e secondo aspetto, l’Italia è parte dell’Unione europea e dell’Alleanza atlantica. Secondo noi va bene, quello che manca non è la presenza in queste istituzioni ma la capacità di starci anche difendendo gli interessi nazionali». L’Italia ha confermato l’astensione anche sul voto per il Recovery Fund.

A seguire, Zingaretti per il PD ha confermato la fiducia: «siamo molto soddisfatti del contributo, dei contenuti, delle linee guida sulle quali il professor Draghi sta lavorando e che ci ha illustrato. Abbiamo apprezzato l’approccio culturale e strategico e crediamo che contenuti e visione chiara come quella che a noi sembra si stanno componendo sono garanzia di stabilità, forza e autorevolezza della sfida governativa. Da questo punto di vista non possiamo che confermare la nostra fiducia». Zingaretti ha ribadito ancora una volta l’accordo sui punti centrali del Governo in formazione, di collocazione europeista e molto attento alla situazione delle imprese, dei giovani e delle donne, oltre all’impegno sul recovery e sul lavoro.

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha invece riconfermato la propria fiducia in Draghi e nel Governo nascente: «quello che nasce è un Governo che si fonda sull’unità del Paese e sulle forze politiche senza preclusione alcuna – ha dichiarato – non significa la nascita di una maggioranza politica su partiti alternativi per loro natura e valori di riferimento, ma è la risposta ad una grave emergenza e durerà per il tempo necessario a superare questa drammatica crisi sanitaria, sociale ed economica. Una risposta credibile di fronte all’Europa e al mondo, una risposta unitaria che avevamo chiesto per primi e che trova piena corrispondenza nell’invito rivolto al capo dello Stato a tutte le forze politiche ad assumersi la propria responsabilità. Faremo la nostra parte con lealtà e con spirito costruttivo. La grave crisi impone a tutti di mettere da parte i calcoli, le tattiche, gli stessi interessi elettorali per mettere la primo posto la salvezza del Paese. Se questo avverrà sono certo che l’Italia riuscirà ancora una volta a risollevarsi e ad andare avanti».

Salvini per la Lega ha dichiarato di aver trovato molti nodi di confronto con Draghi e di riporre in lui la massima fiducia. «Non abbiamo parlato di ministeri o Governi tecnici o politici perché abbiamo fiducia nell’idea di Draghi – ha dichiarato – il nostro obiettivo è che l’Italia torni a essere protagonista in Europa, quello che ci interessa è che si faccia l’interesse nazionale italiano con spirito europeo: no all’austerità, no al ritorno in essere di patti di stabilità o politiche di tagli, per quello che riguarda l’immigrazione chiediamo che le politiche adottate in Italia siano di stampo europeo quindi che tratti la gestione come lo fanno i Paesi tipo la Francia e la Spagna. Buona gestione di confini e integrazione. Riunione con i 29 parlamentari europei della Lega con cui coordineremo le prossime azioni. Un conto è essere protagonisti del buon utilizzo di questi fondi la qual cosa comporta anche un cambio di atteggiamento e di fiducia da parte della Lega. Sulle alleanze internazionali nessun dubbio che dobbiamo guardare alle libertà dell’Occidente». Riguardo alle priorità espresse dal professor Draghi Salvini ha dichiarato che si è parlato di sviluppo, di economia, di rilancio e di lavoro. «L’economia per noi parte dall’apertura dei cantieri fermi e dalla revisione dei codici di appalto, possiamo far parte di Governo che pensa alla crescita felice non alla decrescita infelice. Ogni miliardo di euro investito in opere pubbliche sono 15 mila posti di lavoro. In un momento di crisi economica evidente far ripartire questi cantieri e mettere a terra 70 miliardi di euro significa dare lavoro a milioni di persone e imprese». Salvini ha parlato poi di Modello Genova come esempio con burocrazia zero applicabile ai cantieri fermi. «Il tema ambiente è strettamente collegato al tema sviluppo, siamo per transizione ecologica, una green economy ed economia circolare senza ideologia». Stesso punto di vista anche sul nodo della scuola. Sul fisco Salvini ha dichiarato di aver proposto un regime di pace fiscale. E per quanto riguarda il tema del lavoro, focus sugli autonomi.

Il Movimento 5 Stelle ha concluso la giornata e il secondo turno di consultazioni. Crimi ha sottolineato i punti in comune del pensiero con Draghi, a partire dalla transizione energetica a finire ai sostegni e sussidi per le persone, come il reddito di cittadinanza. «Il tema del lavoro è la principale sfida a cui dovremo far fronte una volta che finirà il blocco dei licenziamenti». Un tema caldo del programma di Draghi è quello degli investimenti, a partire dal recovery plan: «abbiamo avuto rassicurazioni che si partirà da quello che c’è già, cioè i tre miliardi dalla giustizia, 40 miliardi per il lavoro, i soldi sulla scuola: tutte misure messe in campo grazie al lavoro del Governo precedente». Affrontato anche il tema del mes, una misura che va fatta se c’è un piano, una convenienza, se ci sono dei motivi, che Crimi dichiara non esserci. Tuttavia per dare o meno la conferma sulla fiducia, il M5s aspetterà il voto su Rousseau.

Da domani Mario Draghi incontrerà le parti sociali, e poi qualunque momento sarà buono per salire al Quirinale e sciogliere le riserve con il presidente della Repubblica.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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