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Veneto, arrivano i tamponi dello spritz. In Sardegna tutti vaccinati entro agosto

È la campagna regionale di prevenzione dedicata ai più giovani in Veneto. Il ministero della Salute ha dato lo stop alla vendita U-Mask come dispositivo medico. L’Australia riapre il dialogo con FB

In Veneto è iniziata la campagna regionale di prevenzione anti-covid dedicata ai più giovani, in vista anche delle problematiche legate alle nuove varianti che sembrano colpire maggiormente le fasce più basse d’età. Si chiamano tamponi dello spritz, sono test gratuiti su base volontaria che sono disponibili nella fascia oraria tra le 16 e le 18:30. «Questo progetto – ha spiegato il sindaco Federico Sboarina – è fortemente voluto dalla Regione Veneto nei luoghi più frequentati delle varie città, vede insieme il Comune e l’ Azienda Ospedaliera universitaria integrata di Verona e punta all’individuazione di eventuali contagiati asintomatici, soprattutto tra i ragazzi trai 18 e i 25 anni».

Intanto in Sardegna è partito il programma operativo di vaccinazione anti covid predisposto dall’assessorato della Sanita della Regione, che prevede la vaccinazione di tutta la popolazione della Sardegna over 16 entro il mese di agosto. Le somministrazioni agli over 80 entreranno a pieno regime tra il primo e il 15 marzo. Il piano prevede anche il cronoprogramma delle inoculazioni organizzato con cadenza mensile. La popolazione sarà distribuita per categorie e fasce di priorità.

Nel frattempo si continua a combattere sul fronte covid in tutto il mondo. Il ministero della Salute ha dichiarato il divieto di immissione in commercio della mascherina U-Mask come dispositivo medico (leggi qui), perché le certificazioni alla base della commercializzazione erano state ottenute da un laboratorio privo di autorizzazione, e inoltre erano state sottoscritte da un soggetto senza laurea.

L’Australia ha riaperto il dialogo con Facebook dopo aver ricevuto le scuse per i siti del ministero della Salute e di altri account del Governo legati all’emergenza covid che erano stati oscurati. I siti bloccati sono stati la risposta di Facebook al disegno di legge del Governo australiano che vorrebbe imporre ai social il pagamento delle notizie che pubblicano. Facebook pertanto ha bloccato la condivisione oscurando così di fatto il continente. Adesso, dopo le scuse per la gaffe-covid, il dialogo secondo quanto riporta il Guardian sarebbe pronto a ripartire, anche se non è stato ancora trovato un punto di incontro.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA / MATILDE GALVAN

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