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Comfort food, il boom nell’anno del covid: +60% di consumi, 2,7 miliardi

Aumentano gli ordini e gli utenti rispetto al 2019

Il 2020 è stato l’anno della pandemia, certo, ma anche del comfort food, così definito perché provoca una sensazione di rilassamento in situazioni di forte stress emotivo. Secondo una ricerca condotta da American Uncle, piattaforma di eCommerce che offre oltre 1800 prodotti alimentari, lo scorso anno gli italiani hanno speso in alimenti golosi, anche se non necessariamente dolci, 2,7 miliardi di euro, il 70% in più rispetto al 2019.

Il consumatore medio del comfort food è maschio, tra i 18 e i 35 anni, residente perlopiù nel Nord Italia, appassionato di videogiochi e il cibo più gettonato sono gli snack ipercalorici made-in-Usa, dalle patatine al burro di arachidi fino agli energy drink. La categoria più cercata in Italia è quella dei cereali, che pesa per il 58%, seguiti dalle patatine, per il 12,73% e dalle caramelle per l’11,48%. «Il consumo di comfort food internazionale in Italia ha raggiunto nel 2020 il suo apice – spiega Alessandro Odierna, 26 anni, amministratore delegato di American Unclecon un ruolo di forte impatto ricoperto dalla pandemia: non solo ha incentivato nuovi utenti ad affacciarsi alle dinamiche di acquisto online, abbattendone le barriere mentali, ma ha anche aumentato la quantità di momenti di svago e distrazione in un periodo stressante. Il consolidamento di queste abitudini è confermato anche dal primo trimestre del 2021, anno in cui prevediamo un’ulteriore crescita complessiva del settore del 40%».

I marchi preferiti sono M&M’s, il più acquistato, Fanta, Oreo, Kinder, Airheads, Reese’s, Pringles e Doritos.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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