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Superbonus, Confindustria chiede subito la proroga al 2023 ed una “necessaria semplificazione”

La sua applicazione attiverà in due anni 18,5 miliardi di spese con un impatto positivo sul PIL pari a circa l’1%

Il superbonus 110% è motore d’avviamento dell’economia e la sua applicazione attiverà in due anni 18,5 miliardi di spese con un impatto positivo sul PIL pari a circa l’1%. Lo afferma il vicepresidente per Credito, Finanza, Fisco di Confindustria, Emanuele Orsini, in audizione alla Camera. «il superbonus 110% – spiega – è come il motorino di avviamento delle autovetture, prima mettiamo in moto, prima l’economia riparte. È in grado di rimettere in moto l’intera filiera delle costruzioni, riqualificare il patrimonio immobiliare, aiuta a raggiungere gli obiettivi climatici e a prevenire i danni causati da eventi sismici».

La proroga del superbonus, almeno fino al 31 dicembre 2023, e la semplificazione burocratica e normativa vanno affrontati “con urgenza nel primo provvedimento utile“. Secondo alcune indagini condotte a fine 2020 infatti una famiglia su tre, seppur interessata all’agevolazione, si dichiara intenzionata a rinunciarvi, in ragione della sua complessità. L’incertezza sui tempi “porta alla conseguenza per cui alcune banche preferiscono non impegnarsi nell’acquisto di crediti relativi a lavori da completare o, addirittura, da eseguire nel 2022“, interrompendo iter già avviati. E accanto a questo, secondo Orsini, è necessaria l’adozione urgente di alcuni correttivi che consentano alla misura di liberarne tutto il potenziale. «Per questo si aspetta che le risorse, 22,26 miliardi già allocati dal Governo, siano incrementate il prima possibile», ha aggiunto.

di: Maria Lucia PANUCCI

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