
Con la pandemia sono aumentati i cyberattacchi in Australia. Tar Sardegna: 173 sanitari no vax non tornano al lavoro
Un focolaio di variante Delta del Coronavirus ha spinto le autorità cinesi a decidere per un lockdown nelle città di Putian e Xiamen, nella provincia di Fujian, nella parte sudorientale del Paese. Dopo i primi casi emersi venerdì, altri 152 contagi sono stati diagnosticati. Si ritiene che il focolaio abbia avuto origine da una persona rientrata da Singapore a Putian. Arrivato il 4 agosto, l’uomo ha trascorso 21 giorni in quarantena e si è sottoposto a ripetuti test, tutti negativi. Un ulteriore esame effettuato venerdì scorso ha però avuto esito positivo.
Il cybercrimine è in pieno boom in Australia a causa della pandemia di Covid, con un’impennata di gravi attacchi sui sistemi sanitari e ospedalieri. Lo rivela l’ultimo rapporto annuale dell’Australian Cyber Security Centre secondo il quale sono state registrate oltre 67.500 denunce nell’anno 2020/21, il 13% più dei 12 mesi precedenti, con perdite riportate dalle vittime di circa 33 miliardi di dollari australiani (20,5 miliardi di euro). Il rapporto osserva che gli hacker “sfruttano la pandemia” con attacchi di “spear phishing”, le truffe tramite email o comunicazioni elettroniche in generale, per procurarsi informazioni personali per fini fraudolenti.
In Sardegna 173 sanitari no vax non torneranno a lavoro. Lo ha deciso il Tar che ha respinto l’istanza di sospensiva cautelare chiesta dagli operatori contro l’allontanamento dal lavoro perché non si erano vaccinati. I giudici hanno ritenuto “insussistenti i presupposti per disporre la sospensione dei provvedimenti impugnati”.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: EPA/ROMAN PILIPEY
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