
Quello familiare è il contesto ampiamente maggioritario in cui i bambini imparano l’ABC della gestione dei soldi
Il 92% delle famiglie considera il periodo immediatamente antecedente alla scuola media come il momento migliore per introdurre i propri figli al concetto di “denaro”. È il dato registrato dal nuovo Osservatorio sulle giovani generazioni di Flowe, una delle risorse più qualificate alla formazione giovanile nel campo dell’innovazione e della sostenibilità socio-economica e ambientale.
Due famiglie su tre vedono tanto la mamma quanto il papà coinvolti nell’introduzione alle prime nozioni di educazione finanziaria, solo il 28% lascia che a gestire la cosa sia soltanto uno dei due coniugi e una minima percentuale, corrispondente a non più del 3% del totale, delega il gravoso compito ad altre figure educative.
Apparecchi irrinunciabili ai fini dell’apprendimento sono i dispositivi tecnologici, con cui i bambini familiarizzano mediamente già a 7 anni e mezzo, mentre per gestire congegni complessi come gli smartphone l’età media sale a 9 anni: più semplice risulta l’uso del tablet, strumento con cui ha già familiarità il 72% del campione, e del computer, quest’ultimo soprattutto per esigenze scolastiche.
Terreno di esercitazione per eccellenza si sono rivelati gli acquisti online, effettuati due volte su tre con l’ausilio dei genitori: il commercio elettronico è ormai prassi per il 38,5% dei figli delle famiglie coinvolte, percentuale che scende al 21% per la fascia compresa fra i 7 e i 9 anni, ma che raggiunge tre studenti agli ultimi anni delle scuole superiori su quattro, in leggera maggioranza fra le ragazze rispetto ai ragazzi.
Al di là delle nuove tecnologie, funziona sempre alla grande la cara vecchia paghetta: il 25% degli intervistati la contempla come unica modalità di gestione delle risorse finanziarie, mentre un ulteriore 41% prevede una forma mista di pagamento comprensiva di piccoli extra per gli acquisti più indispensabili.
Anche la paghetta, però, si aggiorna ai tempi e insieme alle poche banconote e agli spiccioli elargiti dai parenti bisogna considerare l’affermazione della valuta digitale. Le carte di debito e le prepagate sono la soluzione prediletta: il loro funzionamento è chiaro al 27,2% dei genitori e sono utilizzate da due famiglie su tre.
Fra i figli, il 60,7% dichiara di avere familiarità con questa tecnologia: destinazione primaria – effettiva o desiderata – delle loro operazioni è il mondo dello shopping online (73,8%); più lungimirante si dimostra il 47,7% dei giovani interpellati, che preferisce tenere da parte i propri fondi per il futuro.
Si registra un 32,2% di ragazzi più pragmatici, per cui i propri soldi sono il modo per far fronte alle attuali spese quotidiane, mentre, complici forse i limiti imposti dal Covid, è significativamente basso (28,2%) il numero di giovani che li destina – o vorrebbe farlo – a eventuali gite fuori porta o viaggi all’estero, opzione per cui si mostrano invece più speranzosi i loro genitori, metà dei quali manderebbe volentieri i propri bambini e ragazzi a esplorare il mondo.
di: Andrea BOSCO
FOTO: ANSA
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