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Più parsimoniosi e più dubbiosi: ritratto di famiglia nel mondo post-Covid

La pandemia ha accresciuto i risparmi di mamma e papà, ma ha anche inferto un duro colpo alle loro sicurezze finanziarie

Il Global Wealth Report pubblicato da Allianz ha esaminato la situazione patrimoniale delle famiglie di quasi 60 Paesi e i risultati lasciano intravedere un quadro molto complesso.

Passati attraverso la peggior recessione dal 1945 e l’adozione di nuove misure di sopravvivenza, i cittadini di tutto il mondo hanno comunque potuto contare sugli interventi economici attuati da Stati e Banche Centrali, che hanno portato alla stabilizzazione dei redditi e alla ripresa dei mercati azionari.

Buone notizie, dunque, sul fronte degli asset finanziari lordi, che sono globalmente incrementati del 9,7%, toccando la fantascientifica quota dei 200 trilioni di euro.

Le restrizioni pandemiche hanno inevitabilmente condotto a un drastico calo dei consumi, che ha finito per far accumulare risparmi nel 2020 in quantità mai rilevate in precedenza, ben 5,2 trilioni di dollari, il 78% in più rispetto all’ultima annata senza Covid.

Significativo anche l’aumento dei depositi bancari, che hanno costituito oltre la metà dei nuovi risparmi in tutti i mercati presi in esame e che hanno visto i loro afflussi raggiungere quota +187%.

Si segnala invece disparità tra il valore dei titoli, cresciuto del 10,9%, e gli attivi assicurativi e dei fondi pensione, che hanno palesato uno sviluppo assai più debole, fermo al 6,3%.

Restano molto buone, tuttavia, le previsioni di crescita del PIL globale, che quest’anno, soprattutto grazie all’attuazione delle campagne di immunizzazione, potranno contare sulla riapertura delle economia e di un progressivo ritorno ai regimi di normalità.

Più delicata la situazione di casa nostra, dove gli asset finanziari lordi delle famiglie hanno registrato un aumento pari solo al 2,2%, un dato considerevolmente inferiore – peggio di noi, solo la Spagna – alla media regionale dell’Europa occidentale, assestatasi al 5,8%.

È l’esito della diminuzione del 3,5% del valore dei titoli (corrispondenti al 39% di tutti gli asset finanziari) e il riflesso delle prestazioni del nostro mercato azionario, che ha visto, a differenza della tendenza europea, un sempre maggiore ritiro di denaro dai mercati dei capitali.

Aumentano invece gli asset finanziari netti, seppur solo del 2,7%, un dato che si esprime in una cifra pro capite di 62.780 euro e che lascia l’Italia a penzolare nei ranghi bassi della classifica dei 20 Paesi più ricchi, subito sopra la Germania.

di: Andrea BOSCO

FOTO: ANSA

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