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Gas naturale, ancora rincari: +18% i contratti in scadenza a novembre

I prezzi sono quintuplicati in un anno. La Russia è pronta a fornire più gas all’Europa, ma solo se potrà recapitarlo attraverso il Nord Stream 2

Il gas naturale torna a rincarare. Secondo quanto riportato dal Financial Times nell’ultima asta i contratti sul gas in scadenza a novembre sono aumentati del 18% a 104 euro per megawatt-ora. Le quotazioni sono lievitate per una serie di fattori concomitanti, che vanno dai problemi alle catene di approvvigionamento globali, alla velocità della ripresa che ha sorpreso molti osservatori, agli effetti, diretti e indiretti. delle politiche di “transizione verde”, specialmente in Europa. 

I prezzi sono quintuplicati in un anno e si teme che possano costituire un freno alla ripresa.

Gli ultimi aumenti dei prezzi in Europa si sono verificati dopo che le forniture dalla Russia non hanno mostrato quegli incrementi che si sperava arrivassero, per calmierare le quotazioni, a dispetto delle ripetute rassicurazioni giunte dal Cremlino. 

Mosca sembra pronta a fornire più gas all’Europa, ma solo se potrà recapitarlo attraverso il Nord Stream 2. La strategia di Mosca è diventata ancora più esplicita quando da un lato ha annunciato di aver riempito i tubi del nuovo gasdotto nel Mar Baltico, rendendo l’infrastruttura pronta ad un avvio immediato, e dall’altro ha continuato a snobbare le altre rotte di approvvigionamento del mercato Ue.

Nord Stream 2 è il più grande gasdotto al mondo, costruito parallelamente a un altro gasdotto, Nord Stream 1, è lungo 1230 chilometri, collega direttamente la Russia con la Germania e di conseguenza col resto dell’Unione Europea. E’ stato completato lo scorso settembre con l’ultima parte allacciata sul fondo del Mar Baltico, ma non è ancora entrato in funzione perché si attende il via libera dal governo tedesco. Il gasdotto si inabissa in Russia nei pressi di Vyborg, non lontano dal confine con la Finlandia, e passa a largo delle coste finlandesi per poi sfiorare quelle di Estonia, Lettonia, Svezia, Lituania e Polonia. Infine torna sulla terra ferma in Germania, vicino alla cittadina di Greifswald. Da qui poi si allaccia alla rete di distribuzione dell’Unione Europea. 

Le preoccupazioni nascono perché molti politici e osservatori ritengono che la Russia usi le esportazioni di gas naturale come un’arma politica, per espandere la propria influenza e indebolire il blocco politico europeo. Prima della costruzione dei due gasdotti Nord Stream il gas russo passava via terra, attraverso i territori di Ucraina e Bielorussia. Ora invece, con il completamento di Nord Stream 2, il gas potrà di fatto bypassare i paesi dell’Europa orientale dando al Cremlino la possibilità di applicare pressioni politiche specifiche interrompendo le forniture di gas ai singoli Paesi dell’est, mantenendo però il conveniente flusso di esportazioni verso l’Europa occidentale.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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