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Congedo di paternità, l’Italia verso il Family Act

L’astensione dal lavoro per i papà dovrebbe migliorare, l’Italia oggi è fanalino di coda dell’Europa

La legge di bilancio 2022 dovrebbe rendere strutturale il periodo di congedo di paternità da 10 giorni, destinati a diventare tre mesi con il Family Act.

Una modifica che si rende necessaria, soprattutto perché, secondo uno studio condotto da Daverio&Florio, l’Italia al momento è l’ultimo tra i Paesi dell’Unione Europea in materia di congedi di paternità.

Come funzionerà? Secondo quanto stabilito dalla legge di Bilancio i neo papà lavoratori dipendenti potranno usufruire del congedo nei primi cinque mesi di vita del figlio, indipendentemente che sia naturale, affidatario o adottivo. Un congedo che non è vincolato a quello della mamma. I 10 giorni saranno poi allungati fino a tre mesi, una modifica graduale, come specificato dal ministro delle Pari Opportunità Elena Bonetti.

L’Italia non è, comunque, l’unico Paese poco virtuoso in materia di congedo paternità: ci sono anche il Belgio, che prevede 15 giorni usufruibili entro quattro mesi dal giorno della nascita del figlio, la Svizzera, con 14 giorni, pagati all’80%, da prendere entro 6 mesi dalla nascita, l’Irlanda e il Regno Unito con 10 giorni, ma qui il padre ha diritto ad altri giorni di congedo che potranno essere presi da quelli spettanti alla madre. In nessuna di queste nazioni i padri raggiungono il livello delle madri. Nei Paesi Bassi il papà ha diritto a un congedo di 7 giorni pagati e a 35 giorni non retribuiti. Questi periodi possono essere “presi” entro i primi 6 mesi dal parto.

I Paesi più virtuosi invece sono la Spagna, che prevede fino a 112 giorni per entrambi i genitori retribuiti fino al 100%; la Svezia, con 480 giorni di cui 60 obbligatori per uno dei due e i restanti 420 liberamente divisi dalla coppia, remunerati all’80%; e la Germania: qui sono previsti fino a 1.095 giorni per mamma e papà, con una indennità parentale dallo Stato, per un massimo di 14 mesi combinati tra i due, equivalente a circa il 67% dello stipendio netto con un minimo di 300 e un massimo di 1.800 euro al mese.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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