
Si parte da chi ha fatto il J&J, dagli anziani e personale sanitario entro l’anno, poi dall’inizio del 2022 la terza dose verrà somministrata a tutti, in base alla prima e alla seconda dose. Si avvicina l’obiettivo del 90% della popolazione vaccinata
I contagi stanno pericolosamente risalendo anche in Italia e gli esperti concordano sulla necessità di una terza dose di vaccino per scongiurare il peggio, ovvero una nuova ondata nei mesi invernali. Si sono espressi a favore il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, il presidente del Consiglio superiore di sanità , Franco Locatelli ed ora arriva anche la conferma dell’orientamento in tal senso da parte dello stesso Governo.
In particolare il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha detto che da gennaio sarà probabile la terza dose per tutti. «Verosimilmente la terza dose sarà necessaria per tutti e con precedenza a chi ha fatto il vaccino Johnson&Johnson che avrà bisogno di un richiamo a tempi brevi – ha detto. – Ma entro l’anno si procederà a somministrare la terza dose per anziani e personale sanitario. Poi da gennaio al resto della popolazione, scaglionato in base a quando è stata somministrata la prima e la seconda dose».
Intanto si avvicina l’obiettivo del 90% della popolazione vaccinata. In base ai dati aggiornati a lunedì sono 44,4 milioni le persone che hanno completato il ciclo vaccinale, l’82,22% della popolazione over 12, mentre l’86,06% ha fatto almeno una dose. L’obiettivo del 90%, quindi, non sarebbe lontano, non fosse che i nuovi vaccinati sono sempre meno e resistono gli irriducibili del no: 7,6 milioni di italiani over 12 non hanno fatto nemmeno una dose.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: EPA/Sebastiao Moreira
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