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Facebook, Meta non avrà più Giphy. L’antitrust Uk blocca l’acquisizione

La conclusione dell’indagine è fissata per domani ma già trapela che la CMA ha ritenuto che la fusione tra le due società rappresentasse un pericolo per una corretta concorrenza nel settore

Niente da fare per Meta. L’Antitrust UK bloccherà l’acquisizione di Giphy in quanto l’accordo del maggio 2020 fra le due aziende americane potrebbe danneggiare gli utenti dei social network e il mercato britannico della pubblicità online.  

Giphy è una piattaforma molto nota per la creazione e la condivisione di immagini animate in formato GIF. L’azienda di Menlo Park ha annunciato l’acquisizione oltre un anno fa, a maggio 2020, per una cifra di circa 400 milioni di dollari. Un mese dopo, la Competition and Markets Authority (CMA), ovvero l’antitrust del Regno Unito, ha avviato l’indagine preliminare, ravvisando possibili ostacoli alla concorrenza.

Al termine della prima fase l’autorità antitrust ha confermato le sue preoccupazioni e avviato un’indagine approfondita la cui conclusione è fissata per domani, 1 dicembre, ma una fonte del Financial Times ha già rivelato l’esito finale con la bocciatura dell’acquisizione, ritenendola un pericolo per una corretta concorrenza nel settore. «L’acquisizione ha provocato o comporterebbe una sostanziale diminuzione della concorrenza nei social media e nella pubblicità display, danneggiando gli utenti dei social media e le imprese nel Regno Unito», si legge nel rapporto.

Nonostante le risposte rassicuranti circa la completa legalità dell’acquisizione da parte di Meta nel settembre del 2021, a ottobre di quest’anno la CMA ha inflitto alla società di Zuckerberg una multa di 50 milioni di sterline per avere deliberatamente ostacolato l’indagine dell’autorità di controllo evitando di fornire tutte le informazioni richieste.

Ora pare che l’acquisizione non vada più in porto ma sembra che il colosso dei social non accetterà inerme la sconfitta. «Siamo in disaccordo con questa decisione e stiamo considerando tutte le opzioni, compresa la possibilità di fare appello» ha replicato un portavoce del colosso in una nota inviata al Corriere.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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