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Inps, ecco le regole per maternità e paternità nello spettacolo

I lavoratori del settore hanno ricevuto istruzioni apposite

L’Inps ha pubblicato le istruzioni riguardo l’attuazione delle novità per la tutela e il sostegno della maternità e della paternità, inserite nel decreto Sostegni Bis, per quanto riguarda il settore dello spettacolo.

In relazione a maternità e paternità, i lavoratori dello spettacolo sono divisi in tre categorie con differenti trattamenti: coloro che prestano a tempo determinato attività artistica o tecnica connessa direttamente con produzione e realizzazione di spettacoli; coloro che prestano a tempo determinato altre attività; coloro che invece svolgono il loro ruolo a tempo indeterminato.

Le tutele vengono previste per tutti i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, in base a quanto previsto dal decreto legislativo numero 151 del 2001, le lavoratrici hanno diritto a non lavorare nei due mesi precedenti alla presunta data del parto e nei tre mesi successivi. L’indennità in questo periodo è pari all’80%.

Inoltre sono previste alcune disposizioni extra, relative a: flessibilità, fruizione maternità esclusivamente dopo la data del parto; tutela parto prematuro; interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza; rinvio e sospensione congedo maternità; prolungamento del diritto alla corresponsione dell’indennità; adozioni e affidamenti.

Per quanto riguarda il congedo parentale, i lavoratori hanno diritto ad astenersi dal lavoro nei primi 12 anni di vita del bambino. Sia alla madre sia al padre spetta un periodo non superiore a 6 mesi. Nel caso di genitore unico, il periodo complessivo non deve superare i 10 mesi.

Previsto lo stesso limite per il periodo complessivo dei due genitori, ma può arrivare a 11 mesi se il padre esercita il diritto ad astenersi per un periodo non inferiore a tre mesi.

In caso di congedo i genitori hanno diritto a un’indennità pari al 30% della retribuzione media globale giornaliera fino al sesto anno del bambino.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, le regole sono le stesse a patto che siano iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.

Le differenze riguardano la mancanza di flessibilità e l’opzione di usufruire della maternità esclusivamente dopo il parto. Inoltre non viene riconosciuta l’ndennità dei periodi di interdizione.

Per il congedo parentale, è previsto un periodo massimo di tre mesi indennizzati al 30% della retribuzione entro il primo anno di vita del bambino.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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