
Nella classifica sulle migliori mete per espatriare, calcolata in base a indicatori economici ma anche sociali, l’Italia si piazza in fondo. L’Europa domina le prime posizioni
I cervelli in fuga sono da sempre uno dei più grandi rimpianti dell’Italia che, ancora oggi, risulta meno attrattiva a livello occupazionale per i giovani (e non solo) rispetto agli altri Paesi. Lo conferma ancora una volta uno studio di Blacktower Financial Management Group, che ha stilato una lista dei Paesi migliori e peggiori per gli expats.
Per farlo, i ricercatori si sono basati su un indice di qualità della vita calcolato su diverse metriche: world happiness ranking, stipendio medio mensile netto, costo della vita, prezzo della proprietà in rapporto al reddito, qualità dell’assistenza sanitaria, global peace level.
In cima alla classifica c’è la Svizzera. Berna batte tutte le altre grazie a un alto stipendio mensile medio e a un forte rapporto tra prezzo degli immobili e reddito, che fa della Svizzera il Paese dei sogni per i cervelli in cerca di lavoro ed esperienze all’estero.
La parte alta della classifica prosegue lungo il Nord Europa, nell’ordine con Danimarca, Islanda, Norvegia e Finlandia, sesta dopo l’Australia. La top 10 continua con Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Austria e Canada.
Da notare che l’Inghilterra, nonostante sia una delle patrie favorite degli espatriati italiani (attualmente sono registrati all’Aire quasi mezzo milioni di connazionali), si piazza al 18esimo posto, superata da Qatar, Irlanda e Germania.
Brutte notizie invece per l’Italia che nella classifica di Blacktower Financial Management Group occupa il 27esimo posto: terzultima prima di Spagna e Portogallo. I tre Paesi hanno registrato l’indice minore rispetto ai parametri presi in considerazione.
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