
Circa 40 aspiranti pesacatori sono donne, contro i 12 iscritti uomini. E pensare che sono poche le imprese gestite al femminile
E’ boom di donne iscritte alla prima scuola di pesca in Italia e in Europa organizzata da Coldiretti Veneto. In particolare hanno aderito circa 40 aspiranti pesacatrici donne, contro i 12 iscritti uomini. Un dato che sorprende visto che dai dati Istat emerge che delle 4.016 imprese di pesca ad oggi attive nel nostro Paese sono solo 598 quelle gestite da donne, mentre va un po’ meglio per l’acquacoltura dove su 3.629 imprese attive sono in rosa 995.
Il percorso formativo mira a recuperare un mestiere antico ma rivisto alla luce di concetti come la conservazione dell’habitat, la sostenibilità, il potenziamento del turismo. Come ha spiegato la coordinatrice Sara Morbin a frequentare il corso sono mogli, compagne o figlie di pescatori ma anche donne che da sempre guardano alla pesca con fascino e passione. «Molte sono donne che in questi anni hanno preso in mano il lavoro del marito o del papà e vogliono essere pronte ad una passaggio generazionale – ha spiegato Morbin. – Si tratta di un mestiere tradizionale che si impara dai padri e dai nonni, salendo in barca fin da piccoli. Quindi senza una scuola rischia di restare una opportunità solo per figli o parenti di pescatori».