
L’attesa decisione è arrivata intorno alle 14, ora italiana. In mattinata, l’incertezza per la decisione aveva spinto al rialzo i prezzi del greggio
L’Opec e i paesi alleati produttori di petrolio, inclusa la Russia, hanno tagliato le loro forniture all’economia globale di 100.000 barili al giorno, sottolineando la loro preoccupazione per i prezzi del greggio che sono crollati a causa dei timori recessione.
In mattinata, l’incertezza per la decisione aveva spinto al rialzo i prezzi del greggio. Poco prima, il Wti al momento cresceva del 3,10% a 89,5 dollari al barile, il Brent saliva del 3,5% a 96,2 dollari.
I prezzi del petrolio avevano sfiorato quasi i 140 dollari al barile a marzo dopo l’invasione russa dell’Ucraina ma da allora era iniziato un calo per i timori di recessione, le restrizioni Covid in Cina e il possibile accordo sul nucleare con l’Iran.
Da marzo il Brent e il Wti, sono scesi sotto la soglia dei 100 dollari, alimentando la speculazione che l’Opec+ avrebbe potuto tagliare la produzione per sostenere i prezzi. E così è avvenuto.