
Menù basati dalla prima all’ultima portata su un solo ingrediente, la tendenza che conquista il pubblico da Roma a Parigi
Dagli antipasti al dolce, passando per primi e secondi, tutto cucinato usando un solo ingrediente; oppure concentrandosi su una sola ricetta, ma cucinandola…in tutte le salse. Non è solo possibile, ma sembra anche essere un’invenzione di successo e conveniente. Così iniziano sempre più a diffondersi ristoranti e piccole attività che si specializzano nelle preparazione di alimenti con un’unica materia prima; il monofood appunto. I benefici per i ristoratori sono molteplici, sia “artistici” (potersi sbizzarrire inventando varianti di una ricetta tradizionale) sia di gestione dei costi delle materie prime (potendo così selezionare ogni componente non nella più ampia varietà ma nel miglior rapporto qualità prezzo) per non parlare della visibilità e della promozione: qualificarsi infatti come cultori di un’unica specialità o ingrediente sembra infatti essere molto più invitante che mantenere l’offerta più ampia possibile.
E per i clienti? Chiaramente molti di questi ristoranti sembrano proporre soluzioni non esattamente popolari, soprattutto quando il marketing tende a crearsi intorno un’atmosfera di “esclusività”. E certo, a qualcuno potrebbe sorgere la domanda “Perché prendere un kebab dal negozio chic specializzato, quando ho alternative più popolari sotto casa?”. La risposta è: la migliore qualità. Chi sceglie questi ristoranti sa che a differenza di un’attività generalista, chi segue questa nuova tendenza cura in modo maniacale la propria offerta, selezionando prodotti di filiera pregiata e di qualità superiore. E se in alcuni casi gli store saccheggiano la tradizione culturale enogastronomica altrui, in altri il focus su un solo alimento permette di ritrovare un filo rosso con sapori antichi altrimenti destinati a rimanere lettera morta sul ricettario della nonna.
La lista di alimenti che possono prestarsi a questa tendenza è infinita. Se ad esempio a Londra spopola Bad Egg per le uova, a Marsiglia si mangiano solo sardine a Sard’In. Nemmeno l’Italia è immune al nuovo trend: a Roma ad esempio il pop corn, in mille rivisitazioni, è al centro del menù di Fol. Per non parlare della sempre maggiore diffusione delle friggitorie di patatine olandesi. Per chi non lo sapesse infatti la paternità del piatto più banale forse della gastronomia italiana è proprio rivendicato dall’Olanda.