
Il frutto delle Molucche perde fans, ma attira i curiosi
Per una cassa di varietà Formosa da 4,5 kg, la più consumata, si spendono 18 euro. La papaya dopo il boom iniziale sembra ora non figurare negli interessi alimentari degli italiani.
Paradossalmente però dal Brasile ancora arrivano aerei carichi di frutto delle Molucche, nonostante i prezzi di trasporto, mentre la papaya africana, che arriva certo via nave ma pure è più vicina, in Italia non hanno mercato e non viene nemmeno importata. Colpa dei tempi di trasporto, che costringono a raccogliere la frutta ancora acerba e a farla arrivare appena matura nei supermercati, svalutando così la qualità del prodotto. A tirare ancora il mercato dell’esotico restano ristoranti e alberghi. Complice anche la crisi, molti consumatori individuali scelgono di non comprare più la papaya in particolare.
Crisi certo, ma anche il clima incide non poco. Se sul prodotto del Sud America pesano i rincari sui viaggi aerei, per la papaya proveniente dal Sudafrica il problema è il cambiamento climatico, che fa produrre frutti meno colorati e quindi appetibili. Per quanto riguarda la frutta esotica l’aspetto è tutto, considerando che non rientra nel paniere alimentare di base degli italiani. Secondo l’osservatorio permanente GfK Consumer Panel cresce invece la percentuale delle famiglie sul numero totale (26 milioni) che acquistano la papaya. Un dato errato o un paradosso? Nessuno dei due: il riferimento è a chi acquista papaya almeno una volta, anche solo per prova. Ad agosto 2020 erano 660mila le famiglie che l’avevano acquistata, due anni dopo sono ben 679mila.