
L’associazione approva il tagliando in due tempi, pollice in su anche su più sicurezza negli stage
La proposta di un tagliando in due tempi per l’ex alternanza scuola-lavoro piace a Confartigianato che per bocca del presidente dell’area Veneto Roberto Boschetto la definisce: «importante perché parte dall’idea di continuare a investire energie e risorse su questo strumento, alimentando l’attenzione verso la maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro». Un tema caldissimo dopo lo scandalo suscitato dal mancato indennizzo alla famiglia di Giuliano De Seta, il giovane morto durante il programma di stage a causa di un incidente in stabilimento.
Il primo step che dovrebbe mettere finalmente la parola fine a questo tipo di impiego, definito dal segretario della Cgil Maurizio Landini “sfruttamento legalizzato” parte con un decreto che dovrebbe eliminare le disparità in tema di indennizzi nei casi di decesso sul lavoro, seguito da un più ampio di restyling dell’iniziativa di stage. La sigla sindacale, tramite il suo rappresentante, ha chiesto di eliminare l’obbligatorietà del tirocinio.
«Abbiamo temuto – dichiara invece Boschetto – a seguito della recente dichiarazione dell’Inail sulla mancanza di previsione di un risarcimento per la famiglia di Giuliano De Seta, il giovane studente deceduto durante un’esperienza di scuola lavoro, che la riapertura di una profonda ferita inducesse ad un ripensamento dei Pcto, o addirittura di una loro completa abolizione». Meglio è invece per Boschetto «un rapido decreto che elimini una profonda iniquità, non solo per gli studenti che svolgono formazione in azienda ma anche per qualsiasi dipendente che possieda la medesima situazione familiare. Per la seconda e più ampia fase di revisione che scatterà nei prossimi mesi con il coinvolgimento del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara – afferma il Presidente – come Confartigianato Imprese Venete, ribadiamo l’importanza, anzi la necessità mantenere tutti quegli strumenti che il nostro ordinamento mette a disposizione e che consentono agli studenti di poter maturare le loro esperienze formative direttamente nelle aziende, minimizzando quella distanza netta che da anni il mondo del lavoro lamenta tra i piani di studio delle scuole e le esigenze richieste dalle imprese»