
Prevista una riunione di maggioranza sul punto che vede gli animi tutt’altro che distesi, con Lega e FI innervositi dall’intenzione di Meloni di ascoltare poco gli alleati per i vertici delle grandi aziende
Settimana di fuoco per il governo, alle prese con l’approvazione in Consiglio dei ministri del DEF e con la partita delle nomine che sta suscitando fibrillazioni in maggioranza.
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Nelle prossime ore, dovrebbe esserci una riunione di maggioranza sul punto che vede gli animi tutt’altro che distesi, con Lega e FI innervositi dall’intenzione di Meloni di ascoltare poco gli alleati per i vertici delle grandi aziende.
Si parte da Fs, il cui cda si riunirà lunedì 17: la Lega di Matteo Salvini ha praticamente lanciato un Opa e preme per la presidenza di Dario Lo Bosco a Rfi, mentre per il ruolo di ad di Fs resta in corso l’attuale, Luigi Ferraris, il cui nome circola anche per altre posizioni.
La stagione assembleare entrerà poi nel vivo a maggio – l’8 Poste, il 9 Terna e Leonardo, il 10 per Enel ed Eni.
A Eni sembra ormai portata a casa la riconferma di Claudio Descalzi, grazie anche al buon rapporto instaurato con la premier durante le visite in Africa per stringere accordi sul gas in sostituzione delle forniture russe, mentre la Lega prova a strappare la poltrona della presidenza.
In Enel, tramontata la stella dell’amministratore Francesco Starace, il nome è sempre quello dell’attuale numero uno di Terna, Stefano Donnarumma -contro si sarebbe espresso Matteo Salvini, senza avere, pare, successo -mentre difficilmente la spunterà Paolo Scaroni, che FI e Lega spingono per la presidenza: al suo posto potrebbe arrivare da Leonardo Luciano Carta.
A Terna invece salgono le quotazioni di Giuseppina Di Foggia, attuale ad Nokia, anche per dare quel segnale che Meloni vuole fortemente e di cui ha parlato esplicitamente in occasione dell’8 marzo: “La sfida – aveva detto – non è quante donne siedono in un consiglio di amministrazione, la sfida è quando avremo il primo amministratore delegato di una società partecipata statale donna, perché, ve lo annuncio, è uno degli obiettivi che mi do”.
A Leonardo sembrava fatta per il passaggio di testimone tra Alessandro Profumo e Lorenzo Mariani, ad di Mbda sostenuto dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Palazzo Chigi però sembra più propenso a scegliere Roberto Cingolani, attualmente consigliere per l’Energia.
A Poste Italiane dovrebbe essere fatta per la riconferma di Matteo Del Fante. Ma il fischio finale è ancora lontano.
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(foto ANSA)