
Bonomi: “intervenire sui redditi delle famiglie, specialmente a basso reddito”
Tassare al 15% le imprese che tengono gli utili in azienda e agire sul cuneo. Sono queste due delle proposte fatte dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi per alleggerire la pressione fiscale. «Per continuare a crescere in questa direzione l’Italia deve intervenire sui redditi delle famiglie, specialmente a basso reddito. Conoscete la mia ossessione sul taglio delle tasse sul lavoro ai redditi inferiori a 35.000 euro. L’ho detto in tempi in cui l’inflazione non era così alta, e quindi quell’urgenza del taglio contributivo del cuneo fiscale è ancora più sentita ora. Secondo, stimolare gli investimenti. In ambito pubblico abbiamo il grande strumento del Pnrr, ma dobbiamo scaricarlo a terra velocemente e bene». L’occasione viene dall’apertura dalla sede di Washington, celebrata con una mostra alla Martin Luther King Library dedicata a Leonardo da Vinci: «Abbiamo lanciato questo progetto, che è Confindustria nel mondo – racconta il presidente a La Repubblica – con l’obiettivo di presidiare i mercati per noi fondamentali. Leonardo rappresenta lo spirito dell’industria italiana, cioè guardare al futuro, essere visionari, avere una cultura politecnica».
«In tutto il mondo si ragiona su una global minimum tax, identificata intorno al 15%. Noi riteniamo che le imprese dovrebbero essere tassate in questa misura, se mantengono gli utili all’interno dell’azienda. È necessario essere competitivi, perché anche sul fisco c’è competizione: conosciamo il dumping fiscale in Europa. Ma solo se tieni gli utili in azienda, e quindi stai reinvestendo, creando posti di lavoro, rendendo forte patrimonialmente la tua impresa. Se invece prelevi gli utili, vieni tassato anche con un’aliquota superiore a quella attuale», ha continuato il presidente.
Secondo Bonomi bisogna stimolare gli investimenti privati per favorire le transizioni digitale, ambientale, energetica. «La Commissione Eu ha detto che per la sola transizione green servono in Europa 3.500 miliardi, di cui 650 in Italia. Il Pnrr ne prevede fra 60 e 70. Vuol dire che 580 miliardi devono venire da famiglie e imprese, una dimensione impensabile», ha spiegato.
FOTO: ANSA