
Cairo: “siamo sul mercato e valutiamo tutte opportunità che ci sono”
«In un momento in cui Silvio Berlusconi è mancato, l’ultima cosa a cui avrei pensato è una cosa del genere. Anche da un punto di vista umano non l’avrei neppure lontanamente pensato, non sta né in cielo né in terra». Lo ha detto Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di Rcs MediaGroup, durante la presentazione dei palinsesti di La7, rispondendo a chi chiedeva se avesse preso in considerazione una scalata di Mediaset.
«Volendo entrare in un dettaglio tecnico – ha proseguito Cairo – io ho scalato Rcs perché era scalabile in quanto sul mercato c’era una quota di capitale superiore al 50%, credo attorno al 60% abbondante, ed era diventata contendibile. Mediaset non lo é, volendo entrare in uno specifico finanziario. Ma la prima cosa é che non ho mai pensato una cosa del genere, mai nella vita, mentre é mancata una persona a cui ero legato. E oltretutto non è neppure possibile. Per quanto riguarda Mediaset, mi ha stupito che a un certo punto su Dagospia sia uscita la notizia in cui si ipotizzava una cordata italiana in cui io andrei a prendere consigli dal grande banchiere d’affari Walter Veltroni. Mi sembra come minimo una cosa abbastanza traballante. Ho stima nei suoi confronti ed è nostro editorialista, ma credo che tutto possa fare tranne che l’organizzatore o il concepitore di un progetto relativo a una cordata italiana che va a prendersi Mediaset, una cosa che non stava ne’ in cielo ne’ in terra».
Cairo valuta comunque tutte le possibilità che ci sono sul mercato. «Noi siamo sul mercato e siamo attenti a valutare tutte le opportunità che ci sono. E’ un momento molto particolare e un momento in cui è molto importante capire i trend di mercato – ha spiegato. – Sono stato di recente negli Stati Uniti per fare un giro di incontri con i più importanti editori e direttori di testate nazionali, internazionali, locali, televisioni, siti. Ho visto alcuni giornali molto in salute e alcuni siti e sistemi di quotidiani molto in salute negli Stati Uniti, così come ho visto anche situazioni molto meno brillanti. Mi ha colpito il fatto che i quotidiani locali che erano 1.500 fino a 10-15 anni fa, ora sono solo 600, quindi c’è stato un calo molto drastico».
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