
Si tratta di una riforma strutturale, che punta ad intervenire su tutti i principali aspetti del sistema tributario
Il disegno di legge delega fiscale, una delle riforme “bandiera” del governo Meloni (nella foto il ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti), entra nella fase finale con l’avvio dell’esame da parte del Senato. Si tratta di una riforma strutturale del fisco, che punta ad intervenire su tutti i principali aspetti del sistema tributario, a cominciare dalla detassazione di tredicesime e straordinari per finire al riordino delle tasse automobilistiche.
Dopo il via libera della Camera una settimana fa, l’obiettivo del governo è chiudere l’iter prima della pausa estiva, per poter lavorare ai primi decreti attuativi da settembre e rendere le nuove misure operative già a partire dal primo gennaio. La delega approvata dai deputati introduce le prime novità nel sistema fiscale italiano, contenute in 20 articoli.
Come riferisce l’Ansa, c’è anche uno strumento di lotta all’evasione: il fisco propone un concordato preventivo a professionisti, mini-imprese e partite Iva, per recuperare Irpef e Irap non dichiarati. Non c’è, per ora, la ‘pace fiscale’ proposta dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Un’idea che potrebbe spuntare come emendamento, ma che per ora continua a far discutere.
La delega fiscale che approda al Senato dovrebbe essere modificata nella sua seconda parte (capitoli dal 13 al 20) e in particolare su tributi locali, riscossioni e sanzioni. Blindata dovrebbe invece essere la detassazione di straordinari e tredicesime per i redditi più bassi, così come la possibilità di rateizzare l’acconto delle tasse di novembre e di ridurre la ritenuta d’acconto per gli autonomi.
C’è poi la flat tax incrementale per gli autonomi, mentre resta in stand by quella per i dipendenti. Una serie di norme riguardano i giovani. La richiesta del Parlamento, in vista della rimodulazione delle tax expenditures, è quella di tutelare le agevolazioni per gli under 30 per l’ingresso nel mondo del lavoro.
Per le aziende c’è poi uno sconto sull’Ires, la principale imposta sugli utili: verseranno meno se impiegano il reddito prodotto in investimenti qualificati, nuove assunzioni o schemi stabili di partecipazione dei dipendenti agli utili. Via libera anche al graduale superamento dell’Irap, senza aumenti a carico delle imprese. L’imposta, introdotta nel 1997, serve a finanziare le Regioni e in particolare la sanità.
La soluzione del governo prevede l’istituzione di una sovraimposta che garantisca gettito equivalente per coprire il fabbisogno sanitario. La riforma mette ordine anche nelle tasse automobilistiche: è previsto un progressivo superamento del superbollo.
C’è poi una mini stretta sulla vendita di e-cig: non si potranno acquistare da Paesi extra Ue. Ok infine al Garante nazionale dei contribuenti, al coinvolgimento della Guardia di Finanza nel piano di controllo per il contrasto al gioco illegale e alla delega al governo ad introdurre la global minimum tax.
(foto ANSA)