
Dopo l’opposizione da parte della Regione Veneto, il tema è stato rilanciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetican Pichetto Fratin
Il governo punta a riaprire e accelerare la questione dell’estrazione del gas in Adriatico attraverso la strada di un decreto a settembre.
Dopo l’opposizione da parte della regione Veneto, guidata dal centrodestra di Luca Zaia nello scorso dicembre, ora il tema è stato rilanciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante il primo Forum delle energie rinnovabili Renewable Thinking a Saint-Vincent.
«I primi giorni di settembre – ha annunciato il ministro – presento un decreto energia dove all’interno ci metterò tutta una serie di interventi vari che dobbiamo assolutamente fare per riordinare un po’ il quadro energia. Significa correggere una serie di cose, comunque adeguarle ai tempi”, compresa l'”opportunità di utilizzare anche i giacimenti di gas dei nostri territori. Perché altrimenti corriamo il rischio in alcune realtà, in Adriatico, che peschino solo altri Paesi».
Il riferimento è ai giacimenti dell’alto Adriatico sfruttati dalla Croazia, che soddisfa così una buona parte del suo fabbisogno, e che invece sono bloccati sul lato italiano. Una contraddizione già segnalata dal ministro e dal suo predecessore al dicastero, Roberto Cingolani e che sembrava, sull’onda della guerra all’Ucraina e delle sanzioni alle Russia dovesse essere sbloccata dal governo Meloni.
Come riferisce l‘Ansa, lo scorso dicembre tuttavia, lo stop di Zaia che aveva denunciato i gravi danni ambientali arrecati negli scorsi anni al largo delle coste del Polesine dalle trivelle, aveva portato all’istituzione di un tavolo tecnico fra ministero e regione mandando la questione in pausa. Dal governatore del Veneto non arrivano ora commenti alle dichiarazioni di Pichetto.
Nei mesi scorsi aveva ribadito la sua contrarietà il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, mentre quello dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, aveva chiesto di estrarre di più dalle esistenti senza aprire nuovi pozzi. Da sempre contrarissime le associazioni degli ambientalisti, da Legambiente a Greenpeace.
A parte l’eventuale apporto di gas dell’Adriatico, dal ministero si manifesta comunque ottimismo sul prossimo inverno dopo la stagione mite del 2022 che ha contribuito a salvare l’Europa dal ricatto russo. Ancora Pichetto rileva come “gli stoccaggi sono a buon punto” insistendo comunque come nel medio termine una quota deve essere assicurata dai rigassificatori per evitare che l’Algeria, nostro attuale grande fornitore, sia troppo decisiva e poter contare su altre fonti di approvvigionamento.
Malgrado un po’ di volatilità degli ultimi giorni il prezzo del gas viaggia sui 28 euro, lontanissimo dal picco di quasi 350 euro dell’agosto scorso ma anche dei 49 di appena tre mesi fa segno di una tranquillità dei mercati. E sul tema energia, dall’India dove si è svolto a Goa il G20 ministeriale di settore, è partita l”Alleanza Globale per i Biocarburanti” che vede l’adesione di 19 nazioni e 11 organizzazioni internazionali e annovera l’Italia subito fra i Paesi iniziatori.
La vice ministro Gava, presente al vertice, ha rilevato come «i biocarburanti sostenibili, come il biometano avanzato e l’Hvo, siano risorse strategiche per un approccio ambizioso e pragmatico alla decarbonizzazione, una valida opzione soprattutto nei settori dei trasporti e hard-to-abate» ha aggiunto.
(foto ANSA)