
La maggior parte dei prodotti nei supermercati deve affrontare un lungo viaggio, spesso su gomma
L’aumento dei prezzi al consumo è un fenomeno che, ormai, è noto a tutti. Ma l’inflazione è, allo stesso tempo, un fattore molto più complesso di quanto si possa credere. Infatti ad incidere sul prezzo finale di un prodotto sono vari elementi. Tra questi il costo del carburante usato per produrre l’oggetto e trasportarlo. Ed è una di quelle voci che copre un’ampia fetta del prezzo.
Nel caso di frutta e verdura la logistica può impattare fino ad un terzo del prezzo. Stando ad un’analisi di Coldiretti il caro carburanti incide sull’88% dei prodotti a scaffale. Questo perché quasi il 90% dei prodotti presenti nei supermercati arriva dopo un viaggio su strada più o meno lungo. Da qui è facile dedurre che l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio «ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa dei consumatori».
Secondo le statistiche il costo medio chilometrico per le merci su gomma è par a 1,12 euro al chilometro contro l’1,08 euro/chilometro della Francia e l’e,04 euro/chilometro della Germania. Numeri che zavorrano ulteriormente la spesa. Per la precisione, stando all’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga, il peso è dell’11% rispetto alla media europea.
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