
Il patto parasociale “è finalizzato all’esercizio congiunto di un’influenza dominante su Fininvest” da parte dei due figli maggiori
Pubblicato il patto parasociale siglato tra Marina Berlusconi e il fratello Pier Silvio relativo a Fininvest che sarà “a tempo indeterminato”. Il patto verte sul 78,58% del capitale della holding della famiglia Berlusconi.
Infatti, sulla base delle disposizioni testamentarie a seguito dell’accettazione dell’eredità, i due figli maggiori si trovano a detenere congiuntamente la maggioranza del regime di comunione che riguarda le quattro holding personali di Silvio Berlusconi (Holding Italiana Prima, Seconda, Terza e Ottava) che detengono il 61,21% di Fininvest oltre alle quote controllate attraverso i propri veicoli personali (Holding Quarta di Marina e Holding Quinta di Pier Silvio).
Il patto parasociale – i cui elementi principali erano stati anticipati da Il Sole 24 Ore – “è finalizzato all’esercizio congiunto di un’influenza dominante su Fininvest” da parte di Marina e Pier Silvio.
I due fratelli si impegnano “ad esercitare i propri rispettivi diritti di voto così come ogni diritto, potere e/o facoltà ad essi rispettivamente spettanti, in conformità a quanto sarà concordato di volta in volta tra di essi”. In particolare, in occasione di ciascuna assemblea ordinaria e/o straordinaria della società, Marina e Pier Silvio si impegnano a riunirsi almeno 5 giorni prima della data fissata per l’assemblea in prima convocazione per consultarsi in merito agli argomenti posti all’ordine del giorno.
Qualora non dovessero raggiungere un accordo unanime per l’approvazione o meno della relativa delibera assembleare, “dovrà trascorrere un periodo non superiore a 5 giorni” in cui si discuterà in buona fede sugli argomenti per arrivare a una intesa. “Qualora anche allo scadere del periodo di cui sopra Marina e Pier Silvio non abbiano raggiunto un accordo unanime, il Patto Parasociale si intenderà automaticamente risolto e cesserà immediatamente di avere efficacia”.
Il patto è stipulato “a tempo indeterminato, salvo il diritto di recesso con preavviso di almeno 6 mesi”.
(foto IMAGOECONOMICA)