
Secondo Landini la manovra varata dal governo non tutela pensioni e sanità, non c’è salario minimo. Pronti allo sciopero generale
La manovra è stata varata in tempi record dal CdM lunedì scorso e cominciano ad arrivare i primi commenti da parte degli addetti ai lavori. Di pensiero diametralmente opposto sono Bonomi e Landini. Il presidente di Confindustria l’ha definita “ragionevole ma non strutturata“, mentre il segretario generale della Cgil non ha lasciato alcuno spiraglio di apertura, parlando di una manovra “totalmente sbagliata“.
«Ho definito la manovra varata dal governo ragionevole, perché con le risorse a disposizione sono stati fatti quegli interventi prioritari che noi chiedevamo, in particolare il taglio contributivo del cuneo fiscale, rimane però una manovra non strutturale – ha detto Bonomi. – Una manovra strutturale era quello che noi chiedevamo. Per fare questo è necessario fare degli interventi di riqualificazione della spesa pubblica, che vediamo sono stati rinviati nella sostanza, per la parte più importante, al 2026. Per me è importante riqualificare la spesa pubblica, fare interventi strutturali e soprattutto di stimolo agli investimenti. Per l’industria 5.0 non è ancora chiaro come si potrà procedere e con quali risorse».
La Cgil conferma invece il giudizio negativo sulla manovra e l’assemblea generale ha dato mandato alla segreteria nazionale di “proclamare con tutte le categorie intere giornate di sciopero e organizzare manifestazioni in tutto il Paese a partire dal prossimo mese di novembre nelle forme e nelle modalità ritenute più opportune, incluso lo sciopero generale”.
«E’ una manovra sbagliata che non tutela i salari e le pensioni, che non introduce il salario minimo, che non combatte l’evasione, che non tassa la rendita e i profitti, che taglia la sanità pubblica e la scuola – ha spiegato Landini. – Dovevano cancellare la legge Fornero, peggiorano quella legge, in pensione non ci va più nessuno. Non cancella la precarietà che colpisce in particolare i giovani e le donne: quindi bisogna proseguire la mobilitazione per cambiarla».
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