
Il provvedimento con le misure urgenti in materia di energia, interventi per sostenere il potere di acquisto e a tutela del risparmio deve essere discusso anche dal Senato (va convertito in legge entro il 28 novembre)
Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha posto la questione di fiducia nell’Aula della Camera per l’approvazione del Dl energia, nel testo identico a quello licenziato dalle commissioni Finanze e Attività produttive. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio, già convocata, definirà i tempi delle relative procedure di voto.
Il provvedimento con le misure urgenti in materia di energia, interventi per sostenere il potere di acquisto e a tutela del risparmio deve essere discusso anche dal Senato (va convertito in legge entro il 28 novembre).
Mercato libero dell’energia: di cosa stiamo parlando
Il voto di fiducia si terrà domani, dalle 16 (le relative dichiarazioni sono programmate dalle 14,30), mentre il via libera finale da parte di Montecitorio, per Palazzo Madama, si terrà mercoledì prossimo. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo.
La bozza del decreto Energia prevede da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno per il passaggio agli operatori selezionati dei clienti ora in regime tutelato. Il provvedimento conterrà “disposizioni urgenti per la sicurezza energetica del Paese”. Il decreto prevede l’attivazione di adeguate campagne informative e l’arrivo di un nuovo servizio per la fornitura di energia elettrica ai clienti vulnerabili (chi ora riceve bonus, over75, abitanti di isole minori o di abitazioni di emergenza dopo calamità) a prezzi calmierati.
La decisione sul mercato tutelato va incontro a una spinta che arriva però anche dal Parlamento. La richiesta è infatti contenuta in una serie di emendamenti presentati da diversi gruppi di maggioranza e opposizione al decreto proroghe in esame in commissione Finanze al Senato.
Previsto anche un aiuto alle imprese energivore, per la costruzione di impianti elettrici da energia rinnovabile di potenza pari ad almeno 1 MWh. Il decreto propone un “electricity release“: le imprese potranno farsi anticipare i costi di tali impianti dal Gse con la fornitura per tre anni ad un prezzo medio da rinnovabili, che poi potranno restituire sotto forma di energia in 20 anni.
(foto ANSA)