
Il Consiglio dei ministri ha approvato nella serata di giovedì il consueto decreto con un mix di misure che non sono rientrate in Manovra
Come ogni anno, nel Milleproroghe approvato ieri dal Consiglio dei ministri sono confluiti una miscellanea di provvedimenti che non hanno trovato spazio in Manovra.
La voce che interessa la maggior parte della popolazione è quella che riguarda le autostrade. Nel decreto si legge che «differisce al 30 marzo 2024 il termine per la presentazione, da parte delle società concessionarie per le quali è intervenuta la scadenza del periodo regolatorio quinquennale, delle proposte di aggiornamento dei piani economico-finanziari (Pef) predisposti in conformità alle delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti e alle disposizioni emanate dal concedente e proroga, al 31 dicembre 2024, il termine per il perfezionamento dell’aggiornamento dei piani economici finanziari dei concessionari autostradali. Nelle more degli aggiornamenti convenzionali, le tariffe autostradali sono incrementate nella misura del 2,3 per cento, corrispondente all’indice d’inflazione (Nadef) per l’anno 2024. Gli adeguamenti rispetto a tali incrementi tariffari, in difetto o in eccesso, sono definiti con l’aggiornamento dei Pef».
Superbonus, cosa prevede il provvedimento del governo
Una grossa fetta dei provvedimenti riguarda le assunzioni e il rinvio per la fatturazione elettronica dei medici e operatori sanitari. Viene prorogata al 2024 la non applicabilità dell’aggiornamento Istat per affitti della Pa di immobili per finalità istituzionali. Identica proroga riguarda i contratti di locazione stipulati dalle Amministrazioni statali per cui non si applicano le riduzioni del canone di mercato.
Prorogata a tutto il 2024 la possibilità per l’Agenzia delle dogane e dei monopoli di istituire estrazioni del Lotto e del Superenalotto settimanali aggiuntive. Le maggiori entrate vengono destinate al Fondo per le emergenze nazionali.
Il decreto estende per il 2024 sia le misure straordinarie per il conferimento di incarichi semestrali di lavoro autonomo ai medici specializzandi e al personale delle professioni sanitarie degli incarichi già conferiti, sia la validità degli incarichi di lavoro autonomo ai laureati in medicina e chirurgia, abilitati e iscritti agli ordini anche se privi della specializzazione.
Per l’edilizia universitaria Cdp potrà erogare mutui anche il prossimo anno. Slitta a fine 2024 il termine per fissare le modalità di svolgimento degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni e dei tirocini professionalizzanti e curriculari. Un altro anno ancora per indire le procedure di conferimento degli assegni di ricerca. Il Governo si concede anche tutto il prossimo anno per la definizione dei “Livelli essenziali delle prestazioni”, gli standard chiamati a misurare il finanziamento minimo da garantire in tutta Italia per tutelare i “diritti civili e sociali” previsti dalla Costituzione prima di trasferire le funzioni aggiuntive alle Regioni che lo richiedono.
Il dl proroga al 5 gennaio il termine ultimo del 30 dicembre per l’approvazione da parte delle Regioni dei piani di dimensionamento consentendo alle stesse, se lo vorranno, di avvalersi di un temporaneo meccanismo di flessibilità sugli accorpamenti: per il solo anno scolastico 2024-2025, infatti, sarà possibile incrementare il numero di autonomie scolastiche fino a un massimo del 2,5% rispetto al contingente definito dal Decreto 127 del 2023. Con questa ulteriore soglia, e la nuova scadenza del 5 gennaio 2024 per provvedere al dimensionamento, si renderà dunque possibile a tutte le Regioni di adottare i piani in tempo per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2024-2025.
Il meccanismo di flessibilità potrà essere utilizzato anche dalle Regioni che hanno già deliberato il dimensionamento. Poiché gli obiettivi di dimensionamento indicati per il triennio dal decreto 127 del 2023 non possono essere modificati, essendo questo un preciso adempimento del PNRR, l’eventuale incremento temporaneo di autonomie scolastiche per il prossimo anno scolastico dovrà essere riassorbito nel corso delle due annualità seguenti. Per l’istituzione della figura dei vicari è previsto un investimento di 21 milioni di euro annui. Per la flessibilità organizzativa la spesa sarà di 3,6 milioni di euro per il 2024 e di 7,4 milioni per il 2025.
(foto IMAGOECONOMICA)