
Si comincia con una serie di Pmi in Cina e in Europa, importanti per capire se l’economia del Dragone e quelle del Vecchio Continente siano uscite dalla situazione di stallo degli ultimi mesi
Il nuovo anno inizia con gli occhi degli investitori che guardano alla data in cui Fed e Bce inizieranno a tagliare i tassi di interesse. In attesa del direttivo dell’Eurotower del 25 gennaio e del meeting della banca centrale americana del 30-31 gennaio per avere indicazioni sulla tempistica, i mercati guarderanno con attenzione ai verbali della riunione della Fed del 12-13 dicembre scorsi e dell’inflazione dell’Eurozona in programma venerdì.
Si comincia con una serie di Pmi (Purchasing manager index) in Cina e in Europa, importanti per capire se l’economia del Dragone e quelle del Vecchio Continente siano uscite dalla situazione di stallo degli ultimi mesi.
Lunedì 2 gennaio è in programma il Caixin manifatturiero di dicembre. A novembre il risultato è stato positivo con la lettura che è salita a 50,7 dal 49,5 di ottobre, battendo le previsioni di mercato di 49,8 e indicando il valore più alto da agosto. Sia la produzione che i livelli di acquisto sono tornati a crescere. Tuttavia le attese sono per un rallentamento a 50,4 punti nonostante gli sforzi di Pechino per rilanciare un’economia stagnante. A seguire il pmi manifatturiero di Eurozona, Spagna, Italia, Francia, Germania.
Mercoledì 3 gennaio l’istituto di statistica turco toglierà il velo all’inflazione a dicembre. Il mese precedente i prezzi al consumo erano balzati del 62% rispetto a un anno prima. Gli analisti si aspettano un altro rialzo del 65%. Nel pomeriggio sarà la volta del Pmi manifatturiero negli Usa a dicembre previsto in rialzo al 47,1 dal 46,7 di novembre. Attesa anche per le offerte di lavoro a novembre negli Usa e per le minute della Fed.
Giovedì 4 gennaio sarà pubblicato il Caixin Pmi servizi e composito in Cina a dicembre, in uscita pmi servizi e composito anche in Eurozona, Spagna, Italia, Francia, Germania e Stati Uniti. Rilevante, proprio nell’ottica delle future mosse di politica monetaria, il dato preliminare dell’inflazione a dicembre in Francia e Germania. Lo stesso giorno verranno diffuse le richieste di disoccupazione negli Stati Uniti e le assunzioni nel settore privato a dicembre. Sul fronte petrolifero, le scorte settimanali di greggio e benzina.
Venerdì è il giorno della fiducia dei consumatori in Giappone a dicembre, delle vendite al dettaglio in Germania a novembre ma soprattutto della stima flash dell’inflazione a dicembre nell’Eurozona che a novembre si era attestata al 2,4%, il livello più basso da luglio 2021. Le stime prevedono un aumento al 3% mentre quella ‘core’, al netto di alimentari ed energia, dovrebbe rallentare leggermente dal 3,6% di novembre (livello più basso da aprile 2022) al 3,5%. Altro indicatore importante sarà sempre l’inflazione in Italia a dicembre (dato preliminare). Per finire la settimana, occupati e tasso di disoccupazione negli Usa a dicembre e pmi servizi.