In occasione della Festa dei Lavoratori i sindacati tornano ad attaccare il Governo le cui politiche sono ben lontane dal combattere la precarietà e la povertà. «In Italia ci sono 4 milioni di persone in part-time involontario, 3 milioni di contratti a termine, 7 milioni che non arrivano a 11mila euro lordi l’anno». Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini, in una intervista a La Repubblica, descrive il mercato del lavoro nel nostro Paese, spiegando che “l’84% dei contratti attivati l’anno scorso erano precari, stagionali, intermittenti. Una situazione così, che penalizza giovani e donne, non sta più in piedi“.
Landini critica quindi i provvedimenti annunciato dal governo in tema di lavoro. «Siamo agli ennesimi interventi spot. Non c’è nessuna misura strutturale per contrastare la precarietà e la povertà, per la salute e sicurezza, per aumentare i salari. Nulla su politiche fiscali e industriali o per favorire la piena e stabile occupazione. Le lavoratrici e i lavoratori non hanno bisogno di propaganda ma di aumentare realmente i salari e non di marchette elettorali che offrono a pochi qualche decina di euro lordi una tantum. Gli sgravi per le assunzioni avulsi da serie politiche industriali, da soli non creano nuovi posti di lavoro, come già dimostrato».
Per il segretario della Cgil, invece, servono “interventi strutturali a partire dal rinnovo dei contratti collettivi di lavoro scaduti e di adeguati finanziamenti per i contratti dei pubblici, dalla scuola alla sanità. Una vera riforma fiscale che combatta l’evasione, che prenda le risorse dove sono, tassi profitti, extraprofitti e rendite, e non lasci tutto il peso del fisco sulle spalle di lavoratori dipendenti e pensionati“.