Oggi il governo giapponese ha tagliato le previsioni di crescita per quest’anno, poiché i consumi hanno subito un colpo a causa dell’aumento dei costi delle importazioni dovuto alla debolezza dello yen, evidenziando la natura fragile della ripresa economica. «Non possiamo ignorare l’impatto che uno yen debole e l’aumento dei prezzi stanno avendo sul potere d’acquisto delle famiglie – hanno affermato oggi i membri del consiglio. – Il governo e la Banca del Giappone devono orientare la politica monetaria tenendo d’occhio da vicino i recenti cali dello yen».
Il governo pubblica le sue previsioni di crescita economica a gennaio e poi le rivede intorno a luglio. Servono come base per la compilazione del bilancio statale. Ecco allora che nelle stime riviste il governo ha ridotto le sue previsioni di crescita economica per l’attuale anno fiscale, che termina a marzo 2025, dallo 1,3% previsto a gennaio allo 0,9%.
Tuttavia stima un’accelerazione della crescita il prossimo anno grazie a una robusta spesa in conto capitale e ai consumi, ritenendo che l’economia sosterrà una ripresa guidata dalla domanda interna.
Nuovo record invece per il turismo. Secondo i dati dell’Organizzazione nazionale del turismo del Giappone (JNTO) il numero di visitatori stranieri per affari e svago è stato di 3,14 milioni il mese scorso, superando il precedente record mensile stabilito a marzo e in aumento rispetto ai 3,04 milioni di maggio.
Si stima che la spesa dei visitatori raggiungerà gli 8 trilioni di yen (50 miliardi di $) quest’anno, ha affermato oggi il Primo Ministro Fumio Kishida, aggiungendo che il governo deve proteggersi dal cosiddetto “sovraturismo“. L’industria del turismo è sulla buona strada per diventare il secondo settore di esportazione più grande del Giappone, dopo le automobili e prima dei componenti elettronici.