Negli Usa aumenta l’economia nel secondo trimestre e lo fa più del previsto. Secondo la lettura preliminare del Bureau of Economic Analysis il PIL è salito del 2,8% su base trimestrale, contro una crescita del 2% attesa dagli analisti e rispetto al +1,4% del trimestre precedente. A fare da traino è stato l’aumento della spesa dei consumatori, degli investimenti in scorte private e degli investimenti fissi non residenziali.
Il PCE price index, una misura dell’inflazione, frena invece al 2,6% (dal 3,4%), mentre l’indice PCE core registra un +2,9%, rispetto al +3,7 del trimestre precedente e al +2,7% atteso dagli analisti.
«Quando entrai in carica eravamo nel mezzo della peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione. Il rapporto sul Pil di oggi chiarisce che ora abbiamo l’economia più forte del mondo», ha commentato Biden che ha aggiunto: «grazie al programma economico mio e della vicepresidente Harris la nostra economia è cresciuta di un robusto 2,8% nell’ultimo trimestre, grazie ai forti consumatori americani e agli investimenti aziendali. Abbiamo creato quasi 16 milioni di posti di lavoro, i salari sono aumentati e l’inflazione sta scendendo. Stiamo ricostruendo la nazione e riportando la produzione in America».
«Sebbene sia innegabile che il mercato del lavoro si sia un po’ ammorbidito negli ultimi mesi, l’economia continua a macinare, grazie soprattutto ai consumi. Finché il mercato del lavoro non sarà troppo stressato, l’economia statunitense potrà continuare a sfidare i suoi critici e a crescere», ha commentato Bret Kenwell, US investment analyst di eToro.