Poste Italiane ha deciso di alzare leggermente il suo obiettivo di profitto per l’intero anno, dopo che l’utile operativo del secondo trimestre è sceso meno del previsto, sostenuto da una forte performance della tradizionale attività di distribuzione di pacchi e posta del servizio postale.
In particolare l’utile prima degli interessi e delle imposte (EBIT) si è attestato a 782 milioni di euro nei tre mesi fino alla fine di giugno, in calo rispetto all’anno precedente (799 milioni di euro) ma ben al di sopra della previsione di 713 milioni di euro contenuta nel consenso degli analisti compilato dalla società.
Poste ha detto che ora prevede un EBIT rettificato di 2,8 miliardi di euro per l’intero anno, in aumento rispetto ai 2,7 miliardi di euro precedenti, grazie anche alle prospettive di tassi d’interesse più alti e più a lungo termine che sostengono il reddito netto da interessi.
I ricavi derivanti dall’ampia gamma di servizi, che includono servizi di telefonia mobile ed energia, nonché prodotti assicurativi, hanno totalizzato 3,1 miliardi di euro nel secondo trimestre, leggermente al di sopra della previsione media degli analisti di 3,04 miliardi di euro.
Poste ha dichiarato che il business della posta e dei pacchi ha registrato i migliori ricavi trimestrali da quando il gruppo si è quotato a Milano, escludendo la performance durante la pandemia COVID-19.
Ed il bilancio semestrale risulta in forte crescita visto che il gruppo chiude il periodo con ricavi pari a 6,2 miliardi di euro, con una crescita del 7,3% su base annua, trainati da una solida performance di corrispondenza e pacchi, dal margine di interesse e dai pagamenti.
Il risultato operativo (ebit) adjusted è pari a 1,5 miliardi, con una crescita del 14,2% su base annua e un utile netto pari a oltre 1,026 miliardi di euro.