Nella dichiarazione finale della prima giornata del G20 di Rio de Janeiro, i leader “nel pieno rispetto della sovranità fiscale“, promettono di impegnarsi “in modo cooperativo per garantire che gli individui con un patrimonio netto ultra elevato siano tassati in modo efficace“. Ma dalla Cop29 c’è delusione. Si sperava in una dichiarazione politica che impegnasse le grandi potenze economiche ad un aumento degli aiuti ai paesi in via di sviluppo contro gli effetti del cambiamento climatico. Dal summit invece è uscita solo una dichiarazione generica sulla “necessità di catalizzare e incrementare gli investimenti da tutte le fonti e i canali per colmare il divario di finanziamento delle transizioni energetiche a livello globale, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo“. Nessun impegno concreto ad aumentare i fondi per gli aiuti, come chiedono i paesi vulnerabili a Baku.
Al centro dell’agenda del G20 c’è l’inclusione sociale, la riforma delle istituzioni internazionali in chiave più solidale e inclusiva, la transizione green e la sicurezza alimentare nel mondo. Proprio su quest’ultimo tema si è concentrata la premier Giorgia Meloni. «All’Alleanza globale contro la fame e la povertà “l’Italia aderisce convintamente – ha detto. – La cooperazione tra G7 e G20 può essere “decisiva per trovare “soluzioni concrete ed efficaci alla complessità delle sfide del nostro tempo. Sfide sempre più interconnesse e che dicono che i problemi del Sud sono anche i problemi del Nord del mondo e viceversa. Lo sradicamento della povertà e della fame nel mondo è certamente una delle sfide più ambiziose e complesse che affrontiamo ma il mondo è lontano dal risolvere questo problema, che invece si aggrava con scenari di crisi che si moltiplicano».
Per Meloni la prima giornata a Rio è stata segnata dall’incontro bilaterale con Lula, con cui l’Italia punta ad aggiornare il Piano d’azione del partenariato strategico Italia-Brasile. L’incontro, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “ha costituito l’occasione per fare il punto sulle relazioni bilaterali con particolare riferimento alle opportunità di investimento e alla cooperazione economica tra le due nazioni nei settori dell’energia, delle grandi infrastrutture di connessione e dell’intelligenza artificiale“.
La Meloni ha parlato anche di dazi. «La questione non è tanto cosa noi dobbiamo chiedere, chiaramente bisogna continuare a dialogare con gli Stati Uniti, siamo tutti preoccupati dai dazi, questo è un fatto, però noi dobbiamo soprattutto capire cosa l’Europa debba fare per rafforzare la sua competitività e quindi la grande sfida è quanto di più si debba fare. La mia impressione continua a essere che noi ci dotiamo di grandi strategie ma poi non ci dotiamo degli strumenti che sono necessari a perseguire quelle strategie», ha spiegato nel punto stampa a margine del G20.
Riguardo alla guerra russa, durante la prima sessione del G20 il presidente Usa Joe Biden ha ribadito: «gli Stati Uniti sostengono la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina e così dovrebbero fare anche tutti quelli seduti a questo tavolo». Sulla situazione in Medio Oriente, invece, ha detto che bisogna “aumentare la pressione su Hamas per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza“.
Al summit è intervenuta anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. «Purtroppo la Russia, membro di questo stesso G20, sta intensificando la guerra in Ucraina con l’aiuto di droni e missili iraniani e di soldati nordcoreani. Chi crede che i droni e i missili iraniani o i soldati nordcoreani porteranno mai la pace in Europa? Non solo ritarderà una pace giusta e duratura in Ucraina, ma aumenterà le tensioni in Asia orientale e in Medio Oriente», ha detto.