«Dobbiamo agire subito, subito, subito». A parlare è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla seconda giornata del Trilaterale di Confindustria, a Parigi. Il forum si conclude oggi presso la sede del Medef (Mouvement des Entreprises de France) di Avenue Bosquet.
Le parole di Urso ricalcano quelle di Orsini, presidente di Confindustria, pronunciate ieri, in cui ha evocato, tra l’altro, il voto negli Stati Uniti con la vittoria di Donald Trump e tutto ciò ch ne consegue. In poco più di 10 anni il divario economico, in termini di crescita e dimensione, tra Usa e Ue è diventato impressionante. Se nel 2010 i Pil di queste due aree del mondo erano più o meno equivalenti, oggi il Pil dell’Ue è circa il 65% di quello statunitense. L’Europa – secondo i principali istituti statistici – ha perso inesorabilmente terreno in termini di competitività ma anche come quota del commercio globale, riflesso di una manifattura europea che é stata sostanzialmente travolta dalla crescita più aggressiva e rapida di Cina, India e Stati Uniti.
«Gli altri attori – ha continuato Urso – agiscono comunque e in fretta, l’elezione di Trump deve essere una sveglia per l’Europa, per fare quello che fanno gli Stati Uniti da anni, per raggiungere una migliore competitività a livello globale e rispondere alla sfida egemonica cinese. Il problema dell’Europa non sono gli Stati Uniti, o Trump e nemmeno la Cina, non possiamo decidere per gli elettori americani o per il partito comunista cinese, noi possiamo decidere per l’Europa, ma l’Europa non decide. E noi dobbiamo chidere all’Europa di decidere subito».
Recuperare il ritardo e affrontare il declino dell’Europa, aumentare la competitività dell’industria europea, accelerare l’innovazione e facilitare gli investimenti: questi i punti principali della dichiarazione congiunta di Medef, BDI e Confindustria approvata al termine del forum.
Per gli industriali dei tre paesi europei i legislatori europei dovrebbero concentrarsi su 4 priorità chiave: per aumentare la competitività dell’industria europea, va adottato un approccio neutrale dal punto di vista tecnologico in tutte le iniziative entro un anno; per accelerare l’innovazione, bisogna iniziare ad aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL entro un anno. Per raggiungere questo obiettivo, gli Stati membri e le istituzioni dell’UE devono essere pronti a riassegnare le risorse, compresi i fondi del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per sostenere lo sviluppo tecnologico all’avanguardia in tutta l’UE”.
Inoltre si raccomanda, per facilitare gli investimenti europei, di iniziare a sbloccare gli 800 miliardi di euro individuati nel rapporto Draghi entro un anno. L’UE – si legge ancora nella dichiarazione finale – dovrebbe sviluppare un Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) orientato alla competitività e strumenti finanziari più efficienti. Inoltre, il finanziamento dei beni pubblici europei dovrebbe essere perseguito in parte anche attraverso strumenti di debito dell’UE.