L’analisi del ciclo macro conferma la crescita economica globale stabile ma disomogenea con gli Stati Uniti che performano meglio di Europa e Cina. Crescono i servizi mentre la manifattura segna il passo. La normalizzazione dell’inflazione ha favorito l’attenuazione delle politiche monetarie: la fase di calo dei tassi proseguirà nei prossimi mesi mentre le politiche fiscali rimarranno espansive. Il mercato del lavoro ha generalmente recuperato i valori pre-pandemia con livelli occupazionali e tasso di disoccupazione tornati ai livelli di 5 anni fa. Tra i temi principali il bitcoin ha raggiunto un nuovo massimo storico oltre i 100.000 dollari, rifugio per i risparmiatori in tempi complicati; crescono gli investimenti nell’IA, sinonimo di fiducia nei comparti innovativi. Si prevede la prosecuzione del processo di normalizzazione monetaria seppure con un rallentamento da parte della Fed e una crescita economica sostanzialmente positiva.
In Eurozona il mercato pronostica un tasso di deposito intorno al 2% tra quattro mesi con tre riduzioni del tasso. In Cina la banca centrale ha cambiato la politica monetaria da prudente a cautamente espansiva per il 2025. Questo comporta un incremento dell’espansione fiscale e tagli dei tassi di interesse. Per quanto riguarda invece i mercati azionari gli States hanno sovraperformato rispetto al resto del mondo in termini di rendimento complessivo per effetto soprattutto delle cosiddette Magnifiche 7 che hanno dominato l’indice S&P ; il trend degli utili dal 2010 ad oggi conferma il divario di performance tra Stati Uniti e resto del mondo.

Francesco Megna-autore del pezzo
Mentre i mercati europei si confermano a sconto su tutti i settori primari, soprattutto su comparti come l’Industria e l’Energia. Come approcciare allora gli investimenti nel prossimo futuro? In un contesto di crescita nell’insieme positivo, pur con l’emergere di qualche segnale di rallentamento occorrerebbe anzitutto sottopesare gli strumento di liquidità (conti deposito, fondi monetari etc): con rendimenti in calo e la normalizzazione in corso delle politiche monetarie cresce infatti il rischio di reinvestire a tassi meno appetibili. L’opportunità per questi risparmiatori consiste nell’assunzione di un rischio maggiore di duration del proprio portafoglio prevalentemente composto da emittenti di alta qualità, specialmente debito governativo e investment grade (con rating pari o superiore a BBB nella scala di giudizi utilizzata da Standard & Poors) nel comparto corporate ed una strategia di diversificazione globale che consente di ridurre l’esposizione al rischio Paese. Il tratto breve/medio delle curve dovrebbe infatti performare meglio in questa fase di normalizzazione delle politiche monetarie. Per investire a livello globale sul mercato obbligazionario si consiglia la sottoscrizione di quote di fondi comuni di investimento che in maniera attiva ricercano le opportunità migliori privilegiando soluzioni a premio. Per migliorare la diversificazione di un portafoglio è opportuno incrementare il peso dell’azionario ma con un approccio costruttivo: l’asset class azionaria è tuttora sostenuta da ciclo macro sostenuto, fondamentali societari robusti e normalizzazione delle politiche monetarie. Incrementare se sottopesato nei portafogli di investimento sfruttando momenti di volatilità.
I trend a medio lungo termine sono l’IA, infrastrutture e salute. Una pianificazione ottimale dei propri investimenti prevede anche la sottoscrizione di piani di accumulo a lungo termine e cioè l’investimento periodico di una piccola somma di denaro solitamente su base mensile sui mercati finanziari. Il vantaggio principale del PAC consiste nella sua capacità di raggiungere obiettivi finanziari precisi nel medio-lungo periodo. La diversificazione rimane la strategia più efficiente per diminuire il rischio di perdite distribuendo i risparmi contemporaneamente su diverse classi di attività finanziarie. Il pac consente di gestire la volatilità dei mercati è un investimento flessibile con ampia possibilità di diversificazione e corretta gestione del market timing.
DI FRANCESCO MEGNA
Esperto di Finanza ed Economia