
Il tema divide la maggioranza ma potrebbe rientrare nella riforma fiscale
Il Governo sta lavorando su una possibile riforma del catasto, che rientrerebbe nella più ampia riforma fiscale, ma si tratta di un tema che divide la maggioranza e pertanto i tempi si stanno allungando. Ma se l’aggiornamento dovesse passare, cosa cambierebbe?
I cambiamenti più significativi sarebbero vari: si ipotizza che l’indicazione dei vani catastali lascerà lo spazio ai metri quadrati. Il valore di reddito potrebbe essere affiancato da quello medio di mercato e le molte categorie catastali potrebbero essere drasticamente semplificate, fino al punto di cancellare la separazione tra case popolari e di lusso. A fare la differenza potrebbe invece essere la fattura e tipologia edilizia, l’affaccio, il perimetro intorno e i servizi.
Il valore di una singola unità immobiliare sarà dato dal valore unitario della propria categoria in una singola zona. Con la precedente ipotesi a questo si sarebbero applicati dei correttivi, per aumentare o diminuire il parametro, mandando in pensione i vani catastali.
Si potrebbero poi dividere gli immobili in due gruppi in base alla destinazione d’uso: le unità ordinarie e le unità speciali. Nel primo caso, si utilizzerebbe il metro quadrato come unità di misura, specificando i criteri di calcolo della superficie dell’unità immobiliare. Nel secondo caso, potrebbero essere utilizzate funzioni statistiche per determinare valore di mercato, localizzazione e caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale.
Esiste inoltre un divario tra i valori dei centri storici e quelli delle periferie. Per ottenere un nuovo equilibrio l’ultima ipotesi di riforma prevedeva l’affiancamento al “reddito” di un parametro nuovo, un valore medio di mercato degli ultimi anni.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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