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Stati Generali, slitta a domani il fischio d’inizio

Tra i temi caldi sanità, scuola, digitale, meno burocrazia. Il centrodestra ribadisce il suo no a partecipare

Slitta a domani l’inizio degli Stati Generali dell’economia che proseguiranno probabilmente fino al prossimo 21 giugno nella lussuosa cornice di Villa Pamphili. Il centrodestra ha ribadito che non parteciperà a quello che ritiene un vero e proprio show con tanto di “passerelle e sfilate” (leggi qui per approfondire). Proprio oggi pomeriggio il capo dell’Esecutivo avrebbe dovuto incontrare le opposizioni ma tutti i partiti hanno rifiutato l’invito, come ribadito anche dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “Chiediamo un confronto con il Governo nelle sedi opportune – ha affermato la deputata al termine di un nuovo vertice con Matteo Salvini ed Antonio Tajani. – Siamo parlamentari della Repubblica italiana e se il presidente del Consiglio vuole parlare con noi, basta che venga in Parlamento. Noi non facciamo passerelle nelle ville, mentre ci sono milioni di italiani che perdono il posto di lavoro“. Posizione confermata anche da Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio. “Il centrodestra non si presta a passerelle e dunque non andrà agli Stati generali – ha detto con fermezza ai microfoni del Giornale Radio Rai. – Se il governo vuole davvero incontrarci noi ci siamo, ma nelle sedi istituzionali preposte. L’Italia ha bisogno di riforme strutturali e profonde, e l’Esecutivo non è in grado di farle da solo“.

Intanto al momento è iniziato la deposizione di Conte a Palazzo Chigi come persona informata dei fatti di fronte alla pm di Bergamo Maria Cristina Rota per la mancata disposizione di Alzano e Nembro come zone rosse, nonostante gli importanti focali di Coronavirus. Con lui saranno ascoltati i ministri della Salute e dell’Interno, Roberto Speranza e Luciana Lamorgese. Ma tutti e tre si dicono sereni e pronti a collaborare con la magistratura. Gli inquirenti cercheranno di capire se istituire le zone rosse spettava al Governo o alla Regione o ad entrambi, se ci siano o meno responsabilità penali e se il non aver isolato i due Comuni, dove già dalla fine di febbraio i contagi erano cresciuti i maniera esponenziale, sia stata una delle cause che ha portato all’alto numero di morti in Val Seriana e nelle sue Rsa. Conte ribadirà, come ha sempre affermato, che la Lombardia, con cui da mesi c’è un rimpallo di responsabilità, aveva gli strumenti tecnici per agire in autonomia come hanno fatto altre Regioni.

Intanto però rimane il fermento per il fischio d’inizio degli Stati Generali su cui tutti i riflettori sono puntati. Sul tavolo ci saranno i nodi economici da affrontare e sciogliere, alla luce della pandemia. Al momento però solo titoli, nessun dettaglio, in un semplice foglio in formato excel che Giuseppe Conte ed il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri hanno mostrato nelle ultime ore alla delegazione di Leu e poi a quelle degli altri soci di maggioranza: Italia Viva, Pd, 5Stelle. Un po’ troppo poco, dato che siamo alla vigilia dell’inizio ma il premier assicura che c’è tanta carne sul fuoco per un Paese pensato come “completamente digitale“. Si parlerà di accelerazione degli investimenti in banda larga e 5G anche grazie alla semplificazione amministrativa. Una parte importante dei lavori sarà dedicata all’industria 5.0 e agli investimenti green. Sul tavolo c’è il tema della giustizia rapida, la semplificazione della Pa, l’istruzione, la famiglia, il lavoro e la riforma del fisco. “State tranquilli – ha rassicurato il premier – ai titoli seguiranno i contenuti, li raccoglieremo durante il percorso di ascolto intenso con il mondo economico e i sindacati“. Un documento che comunque non ricalca quello del piano Colao (leggi qui), considerato dal premier solo un “utile contributo“, come ha ribadito ai capigruppo.

Illustre, ed internazionale, il parterre di ospiti per la giornata di apertura di domani. Sono previsti infatti gli interventi del presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, di quello della Banca centrale europea (Bce) Christine Lagarde, del commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, del direttore operativo del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva. Possibile anche il contributo del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

Lunedì prossimo poi al via gli incontri con le parti sociali: incontri che saranno inaugurati dall’intervento del capo della task force di esperti nominati dal Governo, Vittorio Colao, che illustrerà quanto contenuto nel rapporto consegnato qualche giorno fa a palazzo Chigi.

di: Maria Lucia PANUCCI

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