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Le Borse europee aprono in rosso per l’escalation di tensioni Usa-Cina

Pechino ha annunciato la chiusura del consolato Usa a Chengdu, dopo una mossa analoga degli Usa per quello cinese a Houston

L’ultima seduta della settimana si è aperta in rosso per le Borse europee, in scia ai listini asiatici (Tokyo ancora chiusa per festività) che questa mattina mostrano tutti segno negativo. Nei primi minuti di contrattazione, l’indice Eurostoxx 50 cede l’1,7%. A Francoforte il Dax perde l’1,8%, a Parigi il Cac40 segna una flessione dell’1,5% e a Londra l’indice Ftse100 arretra dell’1,3%. 

Sui mercati pesano le nuove tensioni tra Stati Uniti e Cina. Il Global Times ha riportato che Pechino potrebbe reagire all’ordine di chiudere il consolato cinese di Houston, in Texas, diramato qualche giorno fa dall’amministrazione Usa, con l’espulsione di centinaia o anche più di diplomatici americani. La stampa cinese ha confermato inoltre che la Cina è pronta a ordinare agli Stati Uniti la chiusura del consolato Usa a Chengdu. Una mossa che ha fatto scendere bruscamente i listini asiatici con Shanghai che è arrivata a cedere oltre il 3%.

Pesanti le dichiarazioni del segretario di Stato Usa Mike Pompeo, che ha detto che la Cina rappresenta una minaccia alla libertà e all’economia, ripetendo che Pechino ha fallito nel frenare la diffusione a livello globale del Coronavirus e che il mondo libero deve trionfare su “questa nuova tirannia“. Dal canto suo, il presidente americano Donald Trump ha affermato che l’accordo sulla Fase 1 siglato con la Cina a gennaio di quest’anno per scongiurare l’intensificarsi della guerra commerciale tra le due potenze economiche ha perso per lui gran parte di significato.

I mercati europei sono frenati anche per la chiusura negativa a Wall Street, dopo le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, anche se pare che Washington interverrà fornendo ulteriori stimoli fiscali per sostenere l’economia. Il Congresso è pronto ad approvare una seconda tornata di pagamenti di stimolo per le famiglie degli Stati Uniti, e questa volta il denaro potrebbe raggiungere molti americani più velocemente. Ora spetta al Congresso approvare il secondo round di pagamenti.

Nel valutario l’euro ha superato 1,16 contro il dollaro e al momento è a 1,161, +0,13%, il dollaro/yen sotto 107 a 106,36, -0,45% e il cross tra sterlina e dollaro viaggia sopra 1,27 a 1,274 (+0,02%).

Il prezzo del petrolio sono poco mossi: il Wti cede lo 0,07% a 41,04 dollari e il Brent guadagna lo 0,12% a 43,29 dollari. Resta sempre sui massimi dal 2011 l’oro che al momento quota 1.887 dollari (-0,122%).

di: Maria Lucia PANUCCI

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